UN’IDEA DI FUTURO PER AVERE UN FUTURO
Addentano una pizza al taglio seduti sul muretto e parlano tra di loro. Non posso non ascoltarli. Parlano del futuro. Ricky – avrà 17 anni – si vede come un super chirurgo che opera a Seattle; Vale, più o meno stessa età, dice: «Io diventerò una campionessa di surf, o un istruttrice, girerò il mondo, così lavorerò e mi divertirò». Bobo, mi pare che lo chiamino così, bofonchia: «Boh, io non lo so, ma di sicuro in questa città di m... non ci rimango». Tre ragazzi massesi (ma se fossero carraresi, sarebbe lo stesso) come tanti. Che immaginano un domani lontano da qui. Come, probabilmente, moltissimi altri loro coetanei.
La conversazione “rubata” di Ricky e i suoi amici ci dice che qualcosa bisogna fare perchè “i nostri giovani” abbiano qualche chance in più per restare. Vabbè, la “grazia o il tedio a morte del vivere i provincia” (cfr. Francesco Guccini) è un normale sentire di chi vive nei piccoli centri con tutti i loro inevitabili limiti . Ma qui a Massa e Carrara di più. Perchè qui manca, da anni, una idea di città condivisa, manca una progettualità – sostenuta dagli amministratori pubblici e dagli attori sociali, economici e politici – che guardi oltre, che indichi come si intende fare crescere il nostro territorio negli anni a venire. Dando quindi “accoglienza” ai ragazzi-futuri adulti.
Una progettualità sull’ambiente, per esempio. Gli effetti del riscaldamento climatico ci riguardano da vicino: l’erosione della spiaggia ne è uno degli effetti, non dimentichiamolo quando si parla di “rilancio del turismo”. Così come è il caso di tenere presente che anche qui c’è da ripensare la mobilità, oggi tutta gomma e diesel, con un trasporto pubblico “da piangere” (avete mai provato ad andare da Marina di Carrara a Massa in bus?), un traffico pesante (e leggero) sempre più invadente e inquinante, la mancanza di un vero sistema di piste ciclabili. Per non parlare del problema dello sgretolamento delle montagne provocato dall’attività delle cave. Il marmo, è vero, produce fatturati da favola (per pochi invero), genera ricchezza e lavoro. Bisogna pensare, però a quale prezzo per l’ambiente delle Apuane e dei suoi corsi d’acqua. E a quanto potrà durare la cuccagna.
Non si vede, a Carrara come a Massa, uno straccio di politiche di crescita sostenibile. Sarà a causa del fatto che c’è poca crescita. Però quel po’ di industria che tira – il gigante Baker&Huges, Skf (automotive), Iglom – è, guarda caso, legata all’energia fossile. Qualcuno dovrebbe rifletterci, prima che il territorio si trovi di fronte a una nuova desertificazione della zona industriale. Forse, se da domani si cominciasse a elaborare un’idea di come vorremmo che fossero le nostre cittadine nel prossimo futuro, anche Ricky e i suoi amici potrebbero prendere in considerazione di avere un futuro qui e non a Seattle. Non è facile riuscirci. Obbligatorio provarci. Loro, intanto, i ragazzi, hanno finito pizza e chiacchierata. Si alzano, infilano le cuffie, separano con cura i resti della merenda: la plastica dell’estatè da una parte, la carta unta dall’altra. Forse, loro, qualcosa hanno già capito. —
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