Le imprese puntano a 2.480 assunzioni Ma c’è chi non trova il personale giusto
Sono l’11% le aziende che prevedono di ampliare il loro organico ma soprattutto con contratti a termine Il 7% dei posti è per laureati
carrara. È vero che l’istituto studi e ricerche di camera di commercio ha un campione nutrito di imprese, vero anche che quel campione risponde puntualmente alle interviste consentendo di elaborare statistiche. Altrettanto vero, però, che in tema di occupazione e nuove assunzioni, quelle delle imprese sono intenzioni. Insomma, le aziende esprimono la loro volontà di dare lavoro. Con contratti di vario tipo: determinato, indeterminato, stagionale. Stando alle previsioni delle imprese, tra il novembre di quest’anno e il gennaio del prossimo i nuovi contratti dovrebbero essere in Provincia 2.480 di cui il 94% per lavoratori dipendenti. Sempre stando ai dati dell’istituto, solo l’11% delle imprese su quelle esistenti assumerà. E nel 27% dei casi, le entrate saranno con contratti a tempo indeterminato: nel 73% saranno, invece, a termine. Quelle entrate si concentreranno per il 51% nel settore dei servizi e per l’80% nelle imprese con meno di 50 dipendente. Il 10% delle assunzioni possibili - stimano le imprese - sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale pari al 21%. Il 7% dei posti sarà per laureati. Nel 25% dei casi le imprese punteranno ad under 30.
Tra chi vuole assumere molti temono che non troveranno i profili di interesse: 29 aziende su 100 hanno questa preoccupazione. Preoccupazione sintetizzata anche da Emanuele Giorgi, presidente dell’ordine dei commercialisti. È lui a spiegare che Baker and Hughes «cercava 70 profili e di quelli in Provincia ne ha trovati soltanto 11».
Anche Giorgio Bianchini, vicepresidente della Camera di Commercio e imprenditore di Bencore e Benetti Macchine, assicura di essere alla ricerca di un ingegnere da mesi. Difficoltà a trovare profili professionali su cui, proprio in sede di presentazione del rapporto economia intermedio, si apre il confronto con l’invito di Paolo Gozzani segretario provinciale di Cgil, a valutare anche il tipo di offerta professionale e contrattuale. —
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