Il Tirreno

la crisi del commercio 

A Massa addio ad altri cinque negozi in centro: «A breve non ci saranno più vetrine»

Chiara Sillicani
Maria Paola Ricci, della merceria Lalù
◗
Maria Paola Ricci, della merceria Lalù

Abbassano le serrande anche attività storiche: «Troppe spese, troppa burocrazia. Il gioco non vale più la candela»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Ci sono motivi e scelte personali, ci sono storie. Tutte diverse. Ma nelle differenze e nei distinguo, c’è pure un comune denominatore: la consapevolezza - di tutti - che il commercio non dà, non più, da mangiare. Non ti consente, con i tempi che corrono, di sbarcare il lunario. E allora piuttosto che alzare le serrande ogni mattina per ritrovarsi con pochi euro in cassa la sera, meglio abbassarle definitivamente quelle serrande. E dove ci sono stati negozi - magari per decenni - ecco arrivare il cartello “Affittasi”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38232778:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38232778:1652469310/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Francesco Angeloni, 64 anni, di capelli e barbe ne ha tagliate a migliaia in 50 anni di attività. Mezzo secolo nel suo negozio in via Angelini e la volontà di andare ancora avanti. Sì perché lui di mettere i remi in barca proprio non ne aveva alcuna voglia: «Pensavo di proseguire ancora qualche anno, all’idea della pensione proprio non ero preparato». Ma di alternative Francesco ne ha viste poche: «È tutto troppo complicato - sintetizza - basti pensare all’introduzione del nuovo registratore di cassa direttamente collegato all’agenzia delle entrate. Per me tutto questo passaggio al digitale è fonte di grande stress e di stress ne ho già abbastanza». Così la sera del 31 dicembre Francesco tirerà giù la serranda e inizierà il 2020 all’insegna di una nuova vita, quella del pensionato.

Va in pensione anche Maria Paola Ricci, titolare della merceria Lalù di via Pacinotti. Certo se vivere di commercio fosse più facile, «se fosse rose e fiori - sintetizza Maria Paola - allora sarei andata avanti». Invece non lo ha fatto perché «il gioco non vale la candela», ha preferito «prendere un treno al volo» e, dopo anni di lavoro al pubblico, dedicarsi alla famiglia. A pochi passi dalla sua merceria, c’è il negozio di tessuti di Filomena Grilli, proprio all’inizio di viale Trieste. Filomena il 31 dicembre dice addio alla sua attività. Lei è anche artigiana: cuciture, orli, riparazioni, lavoretti di sartoria, ma «non basta l’artigianato - motiva la sua scelta di chiudere bottega - per mandare avanti un’attività commerciale». Non basta perché la vita per i commercianti è dura: «Certo ci sono le tasse, c’è l’Iva che è pesante. Poi ci sono i costi, per tutto. Per il registratore di cassa, per la pec, per i libi fiscali, per il commercialista, per affiggere l’insegna. E ci sono pure - Filomena Grilli “arricchisce” la lista - le maggiorazioni per i servizi. Più cara la bolletta dell’acqua, più cara quella della spazzatura». Ma c’è anche altro, c’è «la materia prima che costa sempre di più, le spese per il materiale da magazzino sono elevatissime. E la concorrenza di grandi catene, anche dell’arredo, e dell’online è spietata. I piccoli rimangono uccisi. A breve - è la sintesi triste di Filomena - i massesi passeggeranno tra vetrine vuote». Perché se per il commercio la vita è dura da anni, mai lo è stata così tanto come nel 2019.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38232779:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38232779:1652469310/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Matteo Bedini, 36 anni, ne è certo. Ottico, contattologo, optometrista, è titolare del negozio Blu Ottica, in viale Trieste, aperto da 10 anni. La sua idea di negozio gli «rimane in testa. Chissà, magari un giorno». Per ora però deve chiudere: «Sto cercando lavoro come dipendente - confida - Il motivo per cui io chiudo non è uno solo, ma devo dire che questo 2019 è stato in assoluto l’anno peggiore. Davvero non me lo aspettavo che potesse andare così male». A Matteo rimane la professionalità e un progetto da realizzare, ma per ora accetta una parentesi: chiude e spera di fare il dipendente. E un’altra vetrina si spegne. Come altre - assicurano i commercianti - si spegneranno a breve. Una nella centralissima via Bastione, la strada” nobile”, quella dello shopping. Il negozio di oggettistica Totaro chiude. Luci spente e ferite. Al tessuto commerciale e alla città. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web