Il presidio
Un palazzo storico in centro come “casa” delle associazioni
Il progetto è stato annunciato dalla Fondazione marmo durante l’incontro tecnico e operativo per fare il punto sulle prossime erogazione dei contributi
carrara. Un progetto ambizioso, targato Fondazione marmo. L’obiettivo di dare una casa, un punto d’appoggio e una serie di servizi, alle associazioni del territorio.
Se ne è parlato ieri pomeriggio, nella riunione operativa della Fondazione marmo con il terzo settore, quel mondo dell’associazionismo e del volontariato a cui guarda con un occhio di riguardo la Fondazione fin dalla sua nascita.
L’idea è quella di trasformare uno dei palazzi storici in pieno centro città in qualcos’altro. In un “palazzo smart” in grado di offrire oltre che locali anche wifi gratuito, schermi, aule di proiezione e tutto quello che può essere utile per le associazioni che, troppo spesso, faticano a trovare una sede e, soprattutto a sostenere i costi degli affitti.
Il palazzo storico, da trasformare in smart, è già stato individuato: si tratta della ex sede dell’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio, in corso Rosselli, pieno centro città.
Questa la bella notizia comunicata da Andrea Balestri nel corso dell’incontro con i rappresentanti delle associazioni.
Si è parlato di come poter accedere ai contributi e di come redigere le domande stesse per fare in modo che sia ben chiaro l’”impatto di valutazione del progetto”. Un concetto su cui il dottor Balestri ha insistito molto proprio per far capire la trasparenza che caratterizza l’attività della Fondazione stessa.
Sono stati riepilogati anche alcuni numeri. Nel corso del 2020 saranno accolte 20 richieste di contributi, così suddivise; otto per progetti finanziati direttamente dalla Fondazione, e 12 progetti sostenuti da altri “donatori”.
Gli obiettivi che la onlus si propone di conseguire con i propri interventi riguardano: la rivitalizzazione dei centri abitati, gli aiuti per fabbisogni e per territori carenti di risposte istituzionali, la diffusione di modalità di intervento innovative e capacità di mettere in rete più enti e soggetti.
Nel selezionare le domande la Fondazione valuterà l’impatto degli interventi e il loro valore sociale. Questi i criteri di premialità: numero di potenziali beneficiari rapportato ai contributi, valore procurato, capacità di generare nuovi circuiti economici sul territorio, creazione di nuove imprese, sostenibilità nel tempo.
Insomma quella di ieri è stata una riunione utile, soprattutto al mondo delle associazioni per fare il punto della situazione e per avere le “dritte” per come poter attingere ai contributi a disposizione attraverso la Fondazione marmo onlus.
Sullo sfondo il progetto di un maxi palazzo, una casa per tutte le associazioni del territorio in centro a Carrara.
—
A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
