Italia
I talenti di Aulla ai mondiali di dibattito
Quattro dal classico e una dallo scientifico di Villafranca sono stati ad Amburgo per rappresentare l’Italia
AULLA. Quattro studenti del liceo classico di Aulla e una studentessa del liceo scientifico di Villafranca protagonisti nella città tedesca di Amburgo, emozionati ed orgogliosi di rappresentare l'Italia ad EurOpen 2019, un importante torneo internazionale di dibattito.
"Debate" in inglese. Disciplina culturale ed umanistica, in cui non ci si scontra, ma ci si confronta. In cui eccellono le studentesse del liceo classico aullese, come accadde nello scorso mese di marzo. Infatti, quattro di loro, Natalia Novoa, Laura Filippi, Elena Tieri e Marta Romanut, divennero campionesse assolute italiane della seconda edizione delle Olimpiadi nazionali di dibattito. Ora sono cinque loro colleghi a tornare sotto i riflettori.
Si tratta di Andrea Mori, Serena Vasoli, Camilla Cardosi e Aja Jouat del liceo classico di Aulla, e di Milena Giani del liceo scientifico di Villafranca, che, accompagnati dal professor Tieri, hanno raggiunto la Germania dal 14 al 19 novembre scorsi. Ad Amburgo hanno rappresentato l'Italia all'EurOpen 2019 assieme ad altri quattro ragazzi torinesi:
«La competizione - spiega Andrea Mori - ha visto scontrarsi quarantotto squadre provenienti da ben tre Continenti e quindici Nazioni del mondo. Stati Uniti, Hong Kong, Messico, Cina, Argentina e chi più ne ha, più ne metta».
Il campo di battaglia è stato il dibattito o, meglio, il debate, poiché, in questo caso, essendo stato un torneo internazionale, è stato utilizzato il formato mondiale della disputa, il Wsdf (World School Debate Format) in lingua inglese. Proposta una motion (l’argomento di cui si parla in ogni dibattito), le due squadre, proposition e opposition, rispettivamente a favore e contraria alla motion, devono articolare quattro discorsi, della durata di qualche minuto ciascuno, per convincere i giudici che la propria posizione riguardo all’argomento sia migliore della posizione avversaria.
«Strategia, contenuti e stile. Sono questi i tre punti fondamentali - prosegue lo studente - su cui ci si gioca la vittoria. Una vittoria che, come si intuisce, va sudata. Una vittoria che non dipende da quanto grossa la spari, ma da come la spari. Gli argomenti non erano scontati, non si discuteva su quale squadra tifasse ognuno di noi. Ci siamo ritrovati di fronte a grandi temi, di attualità e non. Prima della partenza, abbiamo preparato due motion, con cui avremmo affrontato quattro degli otto dibattiti previsti nella fase preliminare: “Bisogna nazionalizzare le compagnie energetiche per combattere il cambiamento climatico?».
E ancora: “L’Unione Europea dovrebbe punire gli stati membri che vendono armi a regimi non democratici?”". Il risultato finale è andato oltre ogni aspettativa dei cinque studenti, che sono riusciti a vincere un paio di sfide contro ragazzi madrelingua.
«Al di là del risultato siamo tornati con tante consapevolezze e conoscenze in più. Perché il dibattito è questo. È tenersi informati, giorno dopo giorno. È voglia di scoprire e di conoscere. È capire, infine, che non esiste una verità assoluta». —
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
