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Accusato di aver rubato assolto un trentenne
massa. Quando ha affittato quel bar per avviare la sua attività, chi prima di lui aveva gestito il locale gli ha fatto una proposta: se vuoi - gli ha detto - puoi acquistare tutta l’attrezzatura. Sedie, tavoli e persino le bottiglie di liquori e bibite. E lui, un trentenne, ha accettato.
Fissato l’importo complessivo, ogni mese, per un periodo, ha versato una rata a chi le attrezzature gliele aveva venduto. Poi, però, le mani al portafoglio non le ha più messe. E lì sono arrivati i problemi con tanto di denuncia. Chi aveva venduto le attrezzature, infatti, ha denuncia il barista per appropriazione indebita, per essersi appropriato - per semplificare - di sedie, tavoli e bottiglie senza averli interamente pagati. La questione è finita di fronte al giudice monocratico Fulvio Biasotti. Ed è di fronte al giudice che il trentenne, difeso dall’avvocatessa Lara Balderi, ha esposto la sua ricostruzione. Lui ha ammesso di non aver versato l’intero importo perché - ha motivato - dopo i primi mesi è venuto a sapere che l’attrezzatura per cui aveva pagato non apparteneva, in realtà, a chi gliela aveva venduta, ma ad una terza persona. Di qui la decisione di interrompere i pagamenti.
Ricostruzione dei fatti, quella della difesa, che convinto il giudice monocratico Biasotti e il trentenne è stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita. —
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