«Niente contro le Sardine purché il presidio sia pacifico»
Le voci dei commercianti di Massa. Con qualche preoccupazione: «Questo è l’unico luogo del centro aperto alle auto, la chiusura al traffico potrebbe influenzare il lavoro»
MASSA. I commercianti badano al sodo e lo dimostrano. Sardine o meno, o chiunque per loro. Non c’entrano la politica, le idee, le ideologie, le inclinazioni del pensiero, la critica. Qui si tratta di affari, di conti a fine giornata, di denari da incassare. Di mestiere vendono e pensano a quello. Piazza dei Narcisi, o piazza Berlinguer, insomma la piazza che sta sulla sommità dell’ex mercato coperto vuota e con qualche gioco per bambini, è appena fuori la ztl del centro storico e intorno ci girano le auto, e pure ci parcheggiano. Dunque c’è movimento di frequente, e che sarà mai un po’ di caos in più, quello che si attende sabato 14 dicembre nel tardo pomeriggio, fischio d’inizio ore 18,30, quando le Sardine dell’”arcipelago” di Massa daranno vita al loro intimo sit-in, magari sarà un successo con un migliaio di persone appiccicate l’una all’altra all’imbrunire. «Non voglio entrare nel merito della polemica politica, ma io penso che si debba difendere la libertà del manifestare, a prescindere dalle idee, sempre che le manifestazioni siano pacifiche e civili», dice Davide Rotondo della pasticceria Simi, sulla stretta e trafficatissima via Mura Sud, lato est dell’ex mercato.
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Anche perché in molti (forse troppi) nella polemica politica ci sono entrati eccome in questi giorni. Ha cominciato Giuseppe Pieretti, presidente di Confcommercio Massa, secondo il quale il presidio andrebbe proprio a danneggiare gli affari – con una città presumibilmente blindata per motivi di sicurezza – dei negozianti alle prese con questo periodo pre-natalizio, tradizionalmente d’oro per loro. A lui hanno risposto prima Cosmo Paolini, responsabile del Movimento della sinistra giovanile tra i promotori dell’appuntamento (che però sarà senza bandiere e senza simboli), poi la deputata del Partito democratico Martina Nardi («non vorrei che le tue idee politiche (rivolto a Pieretti, ndr), rispettabilissime, annebbiassero le tue valutazioni da referente di Confcommercio»), quindi il consigliere comunale sempre dem Stefano Alberti («inaccettabile è il tono e la capziosità del ragionamento, volto a rappresentare come incubatore di disordini un movimento innovativo come quello delle Sardine»).
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Hanno proseguito senza abbassare i toni – costume d’oggi – dalla sponda di maggioranza in municipio. Il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti (Forza Italia), che vieterebbe tutte le manifestazioni nei dintorni del centro storico: «È chiaro che i commercianti si oppongono allo svolgimento di manifestazioni nel cuore del centro storico, perché il caos, il rumore e la presenza delle forze dell’ordine, possono generare un clima di tensione e paura tale da tener lontana la gente normale», ha affermato. E il capogruppo della Lega Nicola Martinucci, la sua linea è più o meno la stessa di Pieretti e Benedetti.
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Tutte posizioni, quelle politiche, che i veri commercianti considerano il giusto, sull’uscio della bottega si fanno altre e più concrete considerazioni. «Non capisco quali possano essere i problemi reali, piazza Berlinguer è sempre vuota, ben venga dunque un po’ di sano movimento, poi se qualcuno in più entra nei negozi, tanto meglio», sottolinea Emanuele Peselli di Speedy Wash.
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Marica Mallegni, del Chateau Wine Bar su via del Mercato: «Non penso che dobbiamo essere felici per forza. Ma per me può venire chiunque a manifestare a Massa. Se è una cosa civile e pacifica nessun problema, ma non credo che ci porti qualcosa a noi, in termini di consumazioni intendo». Le attività dentro l’ex mercato coperto più che alle Sardine pensano alla possibilità della chiusura al traffico per un pomeriggio di via Bastione e via Mura Sud, dove in un giorno normale la vita è difficile per un pedone. Lo fanno notare Pietro Sgadò della macelleria e Franco Santucci, il pescivendolo. Quest’ultimo: «Questo è l’unico luogo in centro dove è ancora possibile passare con le auto, la probabile chiusura delle strade influirà sul lavoro, ci penalizzerà», sostiene. Però il suo negozio chiude alle 14. —
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