Il presidio
Rimane il mistero sulla panchina rotta Interpellanza al sindaco
«La distruzione dei simboli della lotta contro la violenza di genere fatta in questo periodo è sintomo del desiderio di perpetuarla». A parlare è la vice preside del liceo artistico musicale Felice Palma, Anna Materese. Domenica mattina la panchina rossa dedicata alle vittime di femminicidio e contro la violenza sulle donne è stata ritrovata in pezzi.
Lo sconcerto ha colpito anche il Palma. Erano stati gli studenti e le studentesse di quella scuola a realizzare le panchine colorate di piazza Garibaldi. La professoressa Matarese ha raccolto i loro appelli e per il 9 dicembre è stato organizzato a palazzo Ducale un incontro di approfondimento che vedrà la presentazione del libro di Cinzia Merletti "Donne in cammino verso la pienezza dei diritti umani". «L’attacco al monumento a Cristina Biagi in piazza Aranci, le panchine rosse in piazza Garibaldi a Massa, sono gesti che vanno contrastati con atti di forte intento pacifico – dice Matarese - per sostenere la volontà di trasformare la cultura della sottomissione in opportunità di crescita individuale».
La questura intanto sta supervisionando le telecamere presenti nella piazza. «Se ci saranno delle immagini che potranno essere estrapolate – afferma l'assessora alla cultura Veronica Ravagli – la questura lo farà e individuerà i responsabili». Ma chi vorrebbe distruggere un simbolo contro la violenza sulle donne? O meglio, smontare quel simbolo. In quella stessa piazza di panchine ce ne sono tante. Hanno colori diversi, eppure proprio quella rossa è stata danneggiata. E dei danni fatti, nessuno pare irreversibile. Sul gesto restano aperti degli interrogativi ed è difficile non inquadrarlo con quanto accaduto pochi giorni prima in piazza Aranci, dove l'installazione dedicata a Cristina Biagi è stata divelta.
Nel merito la consigliera comunale Elena Mosti ha presentato un'interpellanza. Nella risposta l'amministrazione «presume atti vandalici" e rimarca di essere intervenuta tempestivamente con la richiesta ad una ditta di un preventivo per l'esecuzione degli interventi di riparazione. «Tali lavori – si legge nella risposta del comune – sono ritenuti prioritari per la tutela del decoro urbano e la salvaguardia del patrimonio comunale». —
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