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«Stop cave alla Focolaccia» mobilitazione ad alta quota

«Stop cave alla Focolaccia» mobilitazione ad alta quota

“Salviamo le Apuane” annuncia una protesta a 1.600 metri sul livello del mare. Eros Tetti: «Forse ci sarà la neve, ma bisogna fermare lo scempio delle montagne» 

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MASSA. Riaprono le cave della Focolaccia, si mobilitano gli ambientalisti. Annunciando una “mobilitazione generale”. «Dopo Salviamo il Pizzo d'Uccello, dopo Salviamo il Monte Sagro, dopo Salviamo il Procinto è giunto il momento di Salviamo la Focolaccia», dice Eros Tetti di Salviamo le Apuane. Dice l’ambientalista: «Si riaprono cave nel versante massese ma, soprattutto, cresce a vista d'occhio la cava nel versante della Garfagnana ( nel Comune di Minucciano). Da nord a sud la Focolaccia, 1.600 metri di altezza ben oltre quanto concesso dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e nel Parco delle Apuane/Geoparco dell'Unesco, mostra visibilissimi a tutti gli effetti di una politica della Regione Toscana che concede di aggredire anche luoghi straordinariamente, meravigliosamente, eccezionalmente belli ed integri come questa parte della catena, Geoparco dell'Unesco, al cui centro ci sono una cava ed un ravaneto che cresce giorno dopo giorno».. Una situazione definita «Non è più accettabile» da Salviamo le Apuane, secondo il quale i cavatori che vi lavorano possono trovare occupazione in altre cave, «senza attaccare un contesto così unico e straordinario». Ma Eros Tetti fa anche un attacco alla politica, criticando destra e sinistra: «Alla Focolaccia si misura la natura della politica toscana, tutta la politica toscana: il Comune di Massa è guidato dalla Lega; il Comune di Minucciano è governato dal Pd e Carrara, capitale del marmo, è governata dal M5S: la politica verso le cave e verso le Apuane è esattamente la stessa. Non vi crediamo più. Agiamo direttamente noi».

Così, dopo la battaglia per il Pizzo d’Uccello – «in questo 2019 abbiamo fermato (purtroppo provvisoriamente perché poi il Tar ha annullato il provvedimento) con il Parco delle Apuane, le cave sul Pizzo d'Uccello» – e il risultato ottenuto con la protesta sul monte Procinto – dove sono salite 1.000 persone lassù a protestare e ora le cave si sono ridotte quasi del 50%» – ora si apre la vertenza Focolaccia. «Quelle cave devono chiudere e i lavoratori vanno spostati altrove. Non possiamo più accettare quella ferita». E Salviamo le Apuane ha già un programma e una data: un weekend di protesta in quota l’11 e 12 gennaio prossimo alla Focolaccia. «Apriamo subito, l'evento con un save the date e una raccolta di firme ed aspettiamo da voi idee fantasiose per animare quelle due giornate», scrive Tetti su Fb, anticipando che « saranno giornate complesse, forse ci sarà la neve lassù, a 1.600 metri, ma, comunque dovremo agire, anche simbolicamente: non possiamo tacere e non far sentire la nostra pressione, tanto nel versante massese quanto in quello garfagnino».

Di recente, quasi ad annunciare la riapertura delle cave, si era alzata la polemica sull’inserimento del rifugio-bivacco Aronte, dirimpetto alla Focolaccia, in fascia VI per quanto riguarda il piano di classificazione acustica, la fascia in cui rientrano fabbriche e segherie. —


 

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