Il Tirreno

«Non sfrattate dal cimitero di Fossola La Pietà di Giuliano Cecchinelli»

La Pietà di Cecchinelli nel cimitero di Fossola (Carrara)
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La Pietà di Cecchinelli nel cimitero di Fossola (Carrara)

Carrara, l’appello di Maria Mattei

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Carrara. Tra una decina di giorni verrà sfrattata, dal cimitero di Fossola, la “Pietà” realizzata in granito pepe e sale dallo scultore Giuliano Cecchinelli, la voce narrante di “The Stone River”, film sull’epopea dei cavatori e scultori carraresi nell’ America a cavallo tra ‘800 e’900. «Mi auguro che le autorità competenti, che hanno mostrato attenzione al problema, possano, insieme al ramo carrarese della famiglia Cecchinelli, trovare una collocazione all’opera dello scultore che emigrò da Carrara sessant’anni fa», sottolinea Maria Mattei, studiosa di emigrazione, di arte, di rapporti fra Italia e Stati Uniti. Realizzata a Barre in Vermont per la sepoltura di Alberto Cecchinelli, anch’egli scultore emigrato negli Usa, la Pietà raggiunse Carrara via mare nel 1995 ed è l’unica opera presente in città di Giuliano Cecchinelli. «Giuliano Cecchinelli siede nel Consiglio dell’Accademia delle Arti e delle Scienze del Vermont per i suoi meriti eccezionali nel campo della scultura e per lo straordinario contributo dato alle arti. Un ruolo di prestigio, quello del maestro Cecchinelli, all’interno di una istituzione che conta scienziati, artisti ed educatori che si sono distinti per l’influenza esercitata dal proprio lavoro negli Stati Uniti», aggiunge l’ex assessore Maria Mattei.

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«L’amore di Giuliano Cecchinelli per la scultura nasce da ragazzo, forse ereditato dal padre, e poi coltivato nelle aule della nostra Scuola del Marmo. In un articolo dei primi anni ’60, sulla stampa locale, si racconta di dodici elaborati di argilla presentati dallo scultore allora studente, per la rassegna di plastica e riproduzione del Tacca. Per il giornalista, “la testa” di Cecchinelli, studente del secondo corso, era la perfetta riproduzione del volto di uno dei vecchi dell’ospizio che allora facevano da modelli agli allievi della scuola di scultura. In quella testa c’erano freschezza e robustezza di lineamenti niente affatto comuni, al punto che il maestro Arturo Dazzi, dopo essersi soffermato a lungo, consigliò di far realizzare la testa del Cecchinelli in marmo». Chi è l’autore. Giuliano Cecchinelli, ancora in vita, è noto - come ricorda ancora Maria Mattei, per le sue opere religiose e politiche tra queste “Shafted since 1620”, dedicata ai Nativi Americani, “Declare Victory and get out”, contro la Guerra in Vietnam e “Freedom from Genetically Modified Organisms”, per un’agricoltura senza Ogm. Una delle sue ultime opere che si trova di fronte alla Public Library di Barre è “Mr. Pickwick”, personaggio di Charles Dickens, un vero e proprio inno all’amore per i libri e la cultura. «Cecchinelli è l’ultimo di una lunga fila di scultori nati a Carrara ed emigrati in Vermont, egli ha lasciato con la sua arte fatta delle sole sue mani, del martello e del cesello un marchio indelebile nella storia della città di Barre, con la quale siamo gemellati, e del Vermont. Sarebbe un peccato disperdere il lavoro carrarese di uno scultore che è ormai il simbolo di tutti coloro che prima di lui attraversarono l’Atlantico in cerca di lavoro e di libertà e che portarono con sé l’arte e la capacità di liberare l’angelo dalla pietra», conclude Maria Mattei. Non resta che auspicare che l’appello sia raccolto. — M.B. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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