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fivizzano 

«Bisogna salvare l’Agrario, così rischia di chiudere»

M.L.
«Bisogna salvare l’Agrario, così rischia di chiudere»

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fivizzano. “Bisogna salvaguardare l’istituto Agrario”. Interviene il coordinatore comunale di Forza Italia Vittorio Marini, elencando una serie di preoccupazioni verso le scuole fivizzanesi. “Molto è stato detto per salvare i nostri istituti – scrive Marini - ma poco è stato fatto e ora ci confrontiamo con una realtà al limite della sopravvivenza”. Poi informa su quanto riferito dal sindaco Giannetti: “L'Unione dei Comuni ha stabilito di non consentire più la difesa ad oltranza degli istituti che non riscuotono sufficiente gradimento, con un numero di iscritti insufficiente a giustificare la formazione della classe. Sembra una decisione che trae spunto dalle nostre vivaci resistenze manifestate all'inizio dell'anno scolastico sul socio-sanitario. Peraltro tale istituto non dovrebbe avere difficoltà di apprezzamento perché offre certezza occupazionale fin dal conseguimento del titolo di studio”. Per Marini un tentativo più complicato sarebbe per l’istituto Agrario: “Dovendo risalire da tre iscritti a dieci e forse più. Eppure il sindaco ci informa che sono in arrivo migliaia di euro per l'arredo dei laboratori con attrezzature didattiche al massimo livello”. E qui un dubbio per Forza Italia, “se ne parla da tempo, era il vanto della precedente amministrazione, come tante altre opere sospese, e ancora continuiamo ad ascoltare promesse, con scadenze che si allungano come per il palazzetto dello sport”. Si rivolge poi al sindaco: “Ha pensato all'applicazione della decisione condivisa con l'Unione dei Comuni che le imporrà la chiusura graduale dell'Agrario, già iniziata quest'anno? Se così sarà ed è più che probabile, che ne farà dei laboratori e della serra, ammesso che siano realizzati? Si rende conto che questa decisione porterà ogni sede ad arroccarsi nel proprio egoismo campanilistico per salvare i propri corsi scolastici, mentre noi al contrario avremmo bisogno di un orientamento solidale, condiviso all'interno dell'Unione dei Comuni”. — M.L.

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