Rsa Pelù, dopo gli anni di attesa ora il centro diurno è realtà
Aprirà ufficialmente i battenti lunedì, ma è già animato da ospiti e personale Il direttore Biselli: questo non è un ricovero. Qui gli spazi sono condivisi
È uno spazio in divenire il centro diurno integrato Rsa Pelù di via Marina Vecchia. Lunedì 2 dicembre, infatti, aprirà ufficialmente i battenti, ma al suo interno è già animato da diversi ospiti e da personale qualificato che quegli ospiti li segue con cura e anche con un pizzico di allegria.
Non a caso, la serenità è l'atmosfera fortemente voluta per quell'angolo di città di Massa dal direttore responsabile, Ermanno Biselli, anche direttore della Casa Ascoli, di cui il centro diurno è parte integrante.
Lo spazio, come scritto, è in divenire. Mancano infatti, alcuni oggetti: una lavastoviglie, una cucina per permettere agli ospiti di sentirsi parte di un ambiente familiare. Ma le basi di quel progetto ideato tanti anni fa, ci sono già tutte.
Sono basi colorate come le pareti del salone centrale, il luogo dedicato all'animazione e alle attività terapeutiche per gli anziani che verranno accolti. Nella struttura è possibile ospitare fino ad un numero massimo di 24 persone, solitamente dai 65 anni in su, si al centro diurno accede privatamente o tramite l'azienda sanitaria.
Vi possono entrare persone con disturbi come ad esempio l'Alzheimer, il Parkinson, la demenza. I colori caldi che avvolgono chi attraversa quei corridoi ricordano quelli di un asilo.
E in fondo, in quello spazio, gli ospiti oltre a a poter tenere sotto controllo il proprio stato di salute, passano il tempo a giocare. A parlare tra di loro, a ridere e anche a discutere. Attività solitamente difficili da intraprendere per le persone non autosufficienti.
Si tratta insomma di un centro di aggregazione, la parola ricovero o altri termini troppo “freddi”, è vietata: «Non è consentita la parola ricovero perché questo è un centro caratterizzato da spazi condivisi. C'è un'area per l'incontro con i parenti, una per le attività terapeutiche da realizzare in comune, c'è la sala da pranzo. Insomma, non si mangia in camera, non si vive qua come in un ospedale. L'atmosfera è fondamentale e anche i colori sono pensati per dare un senso di pace e trasmettere della calma alle persone che entrano. E che possono entrarvi dalle 8 alle 20. Sono ammessi anche gli amici. Infatti c'è la signora Alda che ogni settimana viene raggiunta dalle sue amiche per giocare a burraco».
«Dopo l'apertura del centro Alzheimer diurno, che risale a 15 anni fa, dopo la festa di apertura della Rsa, in aprile, - interviene la presidente della Fondazione Pelù Piera Teresa Pelù – questo è il terzo momento di lietezza che vivo. Spero che arrivi anche il quarto». Una speranza che coltivano in tanti oltre a lei. E un importante punto di arrivo per una struttura che da anni attende la sua completa valorizzazione. —
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