Il Tirreno

I 300 ragazzi del Friday in marcia a Marina Nasce l’alleanza per i pini

Irene Rubino
I 300 ragazzi del Friday in marcia a Marina Nasce l’alleanza per i pini

Affluenza in calo rispetto ai mille dell’ultimo corteo, il movimento cerca continuità Per la prima volta in piazza i consumatori: «Abbiamo molti obiettivi in comune»

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Erano in 300 ieri a Marina di Carrara, quasi tutti giovanissimi, per il quarto sciopero globale per il clima lanciato da Greta Thunberg, “Fridays for Future”. Dopo il ritrovo in piazza Menconi alle 9 il corteo si è snodato attraverso via Garibaldi, via Capitan Michele Fiorillo, via Werther Muttini, via Felice Cavallotti, viale Galileo Galilei, viale Cristoforo Colombo, via Rinchiosa e largo Marinai d’Italia per poi concludere la marcia sulla passeggiata del molo.

Siamo ben lontani dai numeri del 27 settembre scorso, in cui un migliaio di ragazzi ha percorso viale XX Settembre partendo dallo stadio per raggiungere prima il Comune e poi piazza Alberica. Un’oscillazione fisiologica, forse, oppure il segno di una perdita di mordente dell’iniziativa. Certo i membri del comitato carrarino e il gruppo di ragazzi che presto fonderà la sezione massese sono determinati a portarla avanti.

E non mancano importanti novità, come l’avvenuta saldatura tra il comitato in difesa dei pini di Marina di Carrara e Fridays for future: «Siamo contenti che anche i Fridays for future abbiano riconosciuto l’importanza del problema – dichiara soddisfatta Giulia Faggioni – anche perché il discorso è più ampio: piazza 2 Giugno ha un progetto per abbattere un migliaio di piante, tra cui 432 pini. L’amministrazione? Non ci ha mai ricevuti» Al loro fianco c’è il segretario dei Verdi Roberto Nicoli. Il comitato lancia il suo grido attraverso un comunicato: «A fronte di un progetto che prevede l’abbattimento di 63 pini, come cittadini siamo preoccupati, perché non capiamo quale sia l’idea urbanistica per Marina e quale vocazione economica debba avere quest’area. Un parcheggio? Un quartiere a vocazione turistica? L'approdo di un porto commerciale? Un retroporto pieno di container? Una piccola Los Angeles o Miami?».

Florida Nicolai lancia inoltre l’allarme amianto: «Stamattina ho fotografato un operaio con una tuta integrale che andava in gran fretta in via Modena ancora transennata. Il tetto divelto dell’Atlantic era di amianto. Perché il Comune non ha ancora provveduto a ripulire? Col vento questo materiale si disperde».

Partecipa per la prima volta all’iniziativa a Carrara l’associazione nazionale consumatori: «Ci stiamo occupando di tematiche legate all’ambiente, le bonifiche, il depuratore – spiega la presidente Clara Gonnelli – andremo d’accordo con Fridays for Future, abbiamo obiettivi comuni.».

La presenza dei sindacati si limita a Cgil e Filctem Cgil, entrambe rappresentate da Nicola del Vecchio, e Usb, unico sindacato ad avere indetto per giorno 29 lo sciopero generale dei lavoratorie un corteo presso l’Ilva di Taranto. «Oggi non basta più promuovere lavoro e sviluppo ma è importante discutere di cosa si produce, di come lo si produce e di quale rispetto si ha dell’ambiente mentre si produce – afferma Del Vecchio a nome di Filctem – Occupandoci direttamente di rappresentare i lavoratori dell’energia e di parte della manifattura, vorremmo aprire un tavolo di discussione aperto con il movimento studentesco al fine di stabilire percorsi di impegno comuni verso una transizione energetica e produttiva che sappia coniugare tutela della salute, ambiente e diritto al lavoro».

Per Usb c'è Elia Buffa, che quest'anno ha promosso con la Casa Rossa una nuova inchiesta sul lavoro stagionale. Con lui un giovane bagnino che preferisce rimanere anonimo e si rivolge ai giovani: «Lo sfruttamento delle nostre coste è strettamente legato allo sfruttamento del lavoro stagionale. I problemi sono tanti: le paghe ridicole, il demansionamento, le ferie inesistenti».

Enio Minervini di Sinistra anticapitalista prova a dare la sua interpretazione sulla partecipazione contenuta: «Stavolta la copertura giornalistica dell’evento è stata inferiore. Certo il movimento dovrebbe pensare a come dare una forma di continuità tra un venerdì e l’altro. Io suggerirei loro di indire delle assemblee pubbliche». —

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