Il Tirreno

l’anteprima di michelangelo 

«Cavatori alzatevi in piedi gli applausi sono per voi»

David Chiappuella
«Cavatori alzatevi in piedi gli applausi sono per voi»

Konchalovsky trascinatore nella serata della proiezione del suo film al Garibaldi Il grande escluso Giorgio Bernieri: la sua scena da mendicante è stata tagliata 

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CARRARA. Li ha fatti alzare in piedi, i suoi cavatori attori. E il regista Andrei Konchalovsky ha voluto che la platea della Sala Garibaldi gli tributasse un lungo applauso prima dell’inizio del film.. Ma nel “Peccato di Andrei Konchalovsky c’è un grande escluso. Insieme ai veri cavatori carraresi presenti nella pellicola, infatti, avrebbe dovuto essere presente un altro figurante proveniente dalla nostra città, nel ruolo di un inquietante mendicante gobbo, le cui apparizioni suscitano ogni volta paura e smarrimento in Michelangelo.

Per incarnare sullo schermo questa sorta di demone interiore, che avrebbe dovuto materializzarsi all’improvviso alle spalle del protagonista, in più scene della pellicola, era stato scelto Giorgio Bernieri, nato a Viareggio 60 anni fa, ma da sempre residente a Carrara. Il suo personaggio, però, è stato misteriosamente rimosso al montaggio ed è completamente assente dalla versione definitiva della pellicola, uscita in sala giovedì scorso.

Bernieri, alla sua prima esperienza cinematografica, era stato notato per caso dai membri della troupe di Konchalosvky, durante un sopralluogo effettuato in citta un paio di anni fa e l’impressione da lui suscitata era stata così positiva che il regista russo aveva voluto il figurante carrarese in ben tre diverse scene della sua pellicola, filmate in altrettante città italiane: Montepulciano, Firenze e Roma. A Firenze le riprese si sono svolte in piazza della Signoria, dove il personaggio di Bernieri compariva mentre scendeva da una scalinata, appoggiandosi ad un bastone. L’ultima scena, invece, era stata filmata al teatro Marcello di Roma. Nonostante si trattasse di tre sole apparizioni, girare queste scene è stato impegnativo per Bernieri. «Anche se il mio ruolo era quello di un attore muto -aveva spiegato- prima di andare in scena dovevo sottopormi a quasi un’ora di trucco, indossando anche una parrucca. La sveglia era alle 7 e dovevo essere pronto a girare per le 8,30. Una volta giunti tutti sul set, iniziavamo a lavorare, continuando fino alle 20».

La comparsa apuana aveva anche sottolineato il bel rapporto umano instaurato con Konchalovsky ed Alberto Testone, l’attore romano che interpreta Michelangelo. “Konchalovsky -aveva raccontato Bernieri- è una persona assai alla mano e parla molto bene l’italiano. Anche Alberto Testone si è dimostrato molto disponibile”.

Il personaggio del mendicante gobbo, però, è sparito dal film. Del resto, non è la prima volta che al cinema si verificano casi come questo, anche ai danni di attori divenuti poi celebri. Basta pensare a Kevin Costner, che alla sua prima prova importante, nel film “Il grande freddo” (1983), si vide eliminare tutte le sequenze girate. Visto lo straordinario successo ottenuto in seguito dall’attore americano, auguriamo che quanto accaduto porti analoga fortuna anche a Bernieri. —

David Chiappuella

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