Il Tirreno

«Al Rossi parla solo la sinistra e le critiche vengono tacitate»

Il sindaco Persiani interviene dopo la presenza del consigliere regionale  Bugliani al liceo come relatore

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massa. Sull’incontro con Giacomo Bugliani al liceo classico Rossi e le polemiche per lo scontro tra l’amministratore Asmiu e Lorenzo Porzano interviene anche il sindaco Francesco Persiani. Che attacca la sinistra e difende i suoi. «Intervengo, a titolo personale, in merito a quanto accaduto nei giorni scorsi al Liceo Classico “P. Rossi” di Massa. Trattasi di un fatto più grave di quanto potrebbe apparire ad una analisi superficiale e disattenta e quindi da non sottovalutare: peraltro dico sin d’ora che chi intendesse sottrarsi ad una riflessione dei fatti, magari liquidando le critiche come ingiustificate o fuori luogo, certamente dovrebbe domandarsi se per lui la democrazia è una cosa astratta su cui speculare ogni tanto o invece un valore da attuare e difendere in concreto, e ancor più quale finalità debbano avere le scuole e quale ruolo dovrebbero svolgere i professori».. Persiani punta il dito sulla gestione del liceo classico Pellegrino Rossi. «Accade infatti che in una importante scuola pubblica della nostra città ogni occasione di approfondimento culturale e didattico si trasformi in un’opportunità per prendere la palla al balzo e fare propaganda politica e, diciamolo, pure dell’indottrinamento (a maggior ragione se come parrebbe ai partecipanti vengono assegnati crediti formativi). In questo la sinistra è veramente maestra nel camuffare, all’interno di iniziative apparentemente colte e di grande spessore intellettuale, tutt’altro. Peccato che per loro i buoni maestri e o i deputati a trasmettere ai giovani studenti “le verità” utili alla loro formazione e crescita siano sempre esponenti del loro mondo di sinistra e anche meglio se per giunta politicamente impegnati: l’ex sindaco Alessandro Volpi e soprattutto l’attuale consigliere regionale Giacomo Bugliani, ad esempio. Il tutto grazie alle relazioni, neanche troppo disinteressate o celate, intessute da costoro e dal partito di cui essi fanno parte con professori dello stesso liceo (anch’essi impegnati attivamente in politica), con cui intrattengono più di un rapporto o legame».

Persiani fa una riflessione di carattere generale su quello che definisce “contesto culturale” della città. «Insomma, quanto a rappresentatività dei relatori di questo fondamentale ciclo di incontri non c’è male. Ma, tenuto conto del contesto in cui l’intellighenzia di questa città si è sempre mossa, non ci sarebbe nulla di così anomalo o scandaloso, se non fosse per il fatto che, sempre costoro che sino ad oggi si sono sempre comportati come padroni assoluti, senza avversari, totalmente autoreferenziali, pienamente soddisfatti e compiaciuti di loro stessi, si scandalizzino e si lamentino se il loro mono pensiero viene messo in discussione e si faccia avanti un’altra visione della città e della politica, che essi, “i veri paladini della democrazia”, vogliono censurare e non tollerano additandola come ottusa e ignorante, mi riferisco ovviamente agli attacchi subiti dall’amministratore di Asmiu Lorenzo Porzano. Se proprio era necessario affrontare argomenti di questo tipo, dalla forte e necessaria connotazione politica di parte, sarebbe stato opportuno far trattare l’argomento da un soggetto autorevole e terzo e di seguito predisporre un confronto tra esponenti di diverse forze politiche per fornire agli uditori un quadro più completo e mettendo in evidenza diversi punti di vista». —

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