Il Tirreno

il futuro dell’hotel  

«Mediterraneo, da Bogazzi nessuna proposta formale». Il Psi chiede chiarezza

«Mediterraneo, da Bogazzi nessuna proposta formale». Il Psi chiede chiarezza

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MARINA DI CARRARA.  Sul futuro dell’hotel Mediterraneo si riaccende l’attenzione e subito le polemiche.
Mentre fonti vicine a Palazzo Civico fanno sapere che con la proprietà è in corso da tempo un dialogo. A oggi non sono però state presentate proposte formali. Trattandosi di una partita delicatissima e decisiva per il futuro della città e in particolare di Marina, dunque, per gli esponenti dell'amministrazione mantengono il massimo riserbo.

Ma intanto sulla ipotesi della la “donazione” dell’area al Comune da parte dell’armatore Enrico Bogazzi intervengono i socialisti con una nota firmata da Filippo Arrighi della sezione Roberto Puccinelli.«Preoccupano  le dichiarazioni della proprietà che, per anni e alla ricerca del massimo profitto immediato, ha cercato di imporre soluzioni che miravano a realizzare trenta mini appartamenti da vendere a libero mercato in luogo delle residenze turistiche alberghiere autorizzate, oltre alle 60 camere previste per l’albergo- si legge nella nota dei socialisti - Dopo due anni di silenzio, nei quali l’attuale amministrazione non è riuscita nemmeno a far ripristinare la recinzione del cantiere, si apprende che la proprietà intende “regalare generosamente” al Comune quella che ormai è un’area piena di rovi e cemento, lasciata nel più totale abbandono proprio da chi affermava senza mezzi termini che “Marina di Carrara è più brutta di Berlino est”».
«È inquietante - continua la nota - dover apprendere di una “trattativa” svolta evidentemente in gran segreto e che ha come attore protagonista un’amministrazione che aveva promesso solennemente quella trasparenza poi riposta nel cassetto una volta conclusa la campagna elettorale».

E la nota firmata da Arrighi del Psi va avanti toccando la storia dell’ex hotel di Marina di Carrara.

«La ricostruzione dell’hotel Mediterraneo, per la sua valenza storica e sociale, è un fatto che interessa l’intera città e il destino dell’area non può essere deciso con accordi opachi fra assessori e un imprenditore che semmai va richiamato alle responsabilità assunte a suo tempo - continua Arrighi - Non conoscendo i dettagli di quello che sembra un accordo sottobanco non vogliamo nemmeno pensare che possa valere il detto che “a pensare male si fa peccato ma spesso si ha ragione”.  Riteniamo perciò che l’Amministrazione debba fare immediatamente chiarezza su una situazione inquietante che deve essere spiegata ai cittadini, come promesso dal sindaco a suo tempo - si chiude la nota dei socialisti - non solo perché parte delle aree interessate erano originariamente di proprietà pubblica ma anche, e soprattutto, perché qualsiasi decisione che impatta in maniera così evidente sull’ambiente e sul futuro di Marina deve essere chiara, trasparente e condivisa». —




 

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