Il Tirreno

le opinioni degli ex studenti 

«Scelta poco felice, la scuola fa parte dell’offerta didattica del nostro territorio»

Luca Signorini

L’esclusione dal volantino di orientamento promosso dall’Unione dei Comuni ha provocato la reazione di diversi ex studenti del liceo

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pontremoli. Sono oltre 2000 (dal 1945) gli studenti usciti dal liceo classico vescovile di Pontremoli con un diploma di scuola superiore in tasca. Il Tirreno di ex alunni ne ha contattati alcuni, e già altri erano intervenuti sull’argomento (come il magistrato e parlamentare di Italia Viva Cosimo Ferri).

Per esempio Elisabetta Sordi, medico e vicepresidente del consiglio comunale. Che dice: «Secondo me è una scelta poco felice lasciare fuori il liceo da un dépliant di orientamento per i ragazzi delle medie, semplicemente perché il vescovile fa parte dell’offerta formativa del territorio. Questa scelta non l’ho vissuta bene, sono dispiaciuta, la considero pretestuosa. E poi è una delle migliori scuole per didattica e dal punto di vista umano, la formazione e i risultati degli studenti non si discutono, così come la qualità della scuola. Naturalmente va portato a conoscenza di tutti che c’è una retta da pagare. E non è possibile sostenere che il vescovile debba pagare una quota per essere inserito nel volantino, se questa scuola deve sostenere un costo, allora lo sostengano anche tutti gli altri istituti pubblici”.

Poi Francesco Bola dell’associazione Sigeric “Farfalle in cammino”: «Personalmente da ex alunno del liceo non posso che parlarne bene e averne un ricordo più che positivo. Non ho mai capito o condiviso la contrapposizione tra scuole statali e paritarie, che già c’era ai miei tempi. Ogni scuola con le sue specificità è una risorsa preziosa per un territorio, a maggior ragione in una zona in difficoltà come la Lunigiana. Personalmente spero che questo episodio possa essere occasione per riflettere e trovare nuove forme di collaborazione per il futuro».

Infine Emanuele Sordi, titolare del Birrificio del Moro: «Non sono competente per inserirmi nel dibattito sulla contrapposizione scuola pubblica/scuola privata. Ma se la questione è burocratica, e quindi c’è un motivo effettivo, l’esclusione mi può anche andare bene, posso capirla. Ma se la ragione è, come dicevo, la differenza tra pubblico e privato, allora in questo caso mi sembra una frecciata da parte dell’Unione dei Comuni, uno sgambetto, un modo per denigrare il liceo classico vescovile. E dunque considero piuttosto debole come difesa dire che si tratta di una scuola privata paritaria». —

Luca Signorini

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