Il Tirreno

MASSA

Divelta “Sophia”, la statua in ricordo di Cristina Biagi

Chiara Sillicani
Divelta “Sophia”, la statua in ricordo di Cristina Biagi

Il terribile gesto, l’opera ricorda la vittima di femminicidio. Ripristinata dal Comune: c'è la richiesta di aumentare l'illuminazione in quel punto

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MASSA. Non è il caso. È la volontà. La volontà di chi ha deciso, dopo 5 atti vandalici, di romperla una volta per tutte quella statua, di toglierle un appoggio, di privarla di fondamenta. Di “ucciderla”, dopo averla offesa e oltraggiata: ha divelto “Sophia”, la scultura in bronzo che, in piazza Aranci, ricorda Cristina Biagi, uccisa il 28 luglio del 2013 dall’ex compagno. Ricorda lei e tutte le donne vittime di femminicidio.

Quella statua, quella figura esile di donna che si protrae verso l’alto, accanto ad una panchina, quella scultura che, a terra, sul pavimento della piazza, completano le parole del Talmud sulla sacralità della donna, l’ha voluta la famiglia di Cristina. L’ha voluta e per ben 5 volte l’ha restaurata dopo che qualcuno l’ha colpita, rovinata, vandalizzata. Ha chiesto, la famiglia di Cristina, una luce per “Sophia”. Luce per proteggerla. Ma nulla. E domenica 24 novembre, il giorno prima della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, qualcuno la statua l’ha divelta. Nel dolore di una famiglia che lo scorso 25 agosto, diversamente dagli anni precedenti, ha deciso di non festeggiare pubblicamente, nel segno del dialogo e del rispetto, il compleanno di Cristina. Ieri una nuova ferita.

"Dicono abbiano visto dei ragazzini giocarci vicino - dichiara Alessio Biagi, fratello di Cristina - ma anche se non fosse stato un atto di vandalismo mirato a colpire, non vogliamo minimizzare. Per un motivo o l'altro è già la sesta volta che la statua viene danneggiata. Non vorremmo portarla via da Massa perché sarebbe come una resa. Se accadrà ancora dovremo pensare a un'altra collocazione per tutelare la memoria di mia sorella Cristina".

Il sindaco Francesco Persiani ha detto che la statua "nella città è il simbolo contro il femminicidio. È stata divelta a causa di un gesto involontario ma allo stesso tempo frutto del disinteresse verso ciò che ci circonda. Un'indifferenza generale che porta a distruggere o danneggiare monumenti e, come in questo caso, una installazione il cui significato è molto più ampio e profondo di quanto possa sembrare". "E in una giornata come quella di oggi - prosegue Persiani - in cui condanniamo fermamente e fortemente qualsiasi forma di violenza non solo nei confronti delle donne, questo accadimento ferisce l'amministrazione e tutta la comunità".

Nel pomeriggio il Comune ha provveduto al ripristino e riposizionamento della scultura facendo sostituire i perni danneggiati con altri più idonei, mentre in consiglio comunale è stata presentata la richiesta di aumentare l'illuminazione nel punto in cui è installata. Richiesta che il sindaco ha detto di voler accogliere.

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