Il Tirreno

le imprese e il territorio  

«Zia, il contributo è da pagare Ma discutiamo del futuro»

«Zia, il contributo è da pagare Ma discutiamo del futuro»

Il direttore di Confartigianato Gabriele Mascardi interviene sul risanamento del Consorzio zona e invita le aziende a mettersi in regola per evitare sanzioni

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il Consorzio Zia, l’eterno incompiuto che doveva rilanciare l’area industriale apuana, a breve avrà una nuova forma. Più snella e più vicina ai bisogni delle imprese e del territorio, secondo la “riforma” voluta dalla Regione Toscana. Ma il rilancio del Consorzio Zona industriale passa attraverso il pagamento dei contributi per sostenere i servizi offerti dalla Zia, a cui sono chiamati a partecipare tutte le aziende associate. Ed è su questo che interviene il direttore di Confartigianato Massa Carrara Gabriele Mascardi. Il quale, partendo dalle lamentele per i pagamenti ricevute dagli associati, dice: «Alla luce delle difficoltà delle aziende, sarebbe opportuno discuterne a un tavolo tecnico istituzionale per valutarne in maniera approfondita scopi ed entità della Zia». Perchè «la sensazione diffusa fra gli imprenditori è che quel contributo sia del tutto inutile alla causa della ripresa economica apuana. Non stiamo parlando di cifre milionarie ma fanno la differenza fra averle e non averle in cassa in un momento in cui si fatica ancora a uscire dalla crisi. Soprattutto se si parla di un ente che negli ultimi 20 anni non ha certamente brillato per i risultati ottenuti».

Il Consorzio è attualmente commissariato, la sua rinascita, prevista dalla Regione, si avrà soltanto a inizio 2020 a seguito dell’emanazione di uno specifico decreto attuativo. «La commissaria Emanuela Sodini, ha fatto un grande lavoro in questi mesi per risistemare i conti dell’ente – prosegue Mascardi – che ha trovato con oltre 2 milioni di debiti. Il contributo è dovuto per legge, come da normativa regionale, e non è mai stato aumentato su richiesta dello stesso commissario. Gli avvisi bonari che stanno arrivando in questi giorni, con scadenza 30 novembre, sono essenziali per la tenuta dell’ente. D’altronde il dissesto precedente era dovuto proprio al fatto che molti non pagavano in passato e l'ente aveva dimostrato una scarsa capacità di riscossione. Meglio pagare subito, entro la scadenza quindi, per evitare la successiva ingiunzione fiscale che comporta sanzioni, interessi e azioni esecutive, come il pignoramento. Fondi che non servono solo per ripianare i debiti ma a garantire i servizi che il Consorzio ancora offre, nonostante il commissariamento: gli uffici amministrativi lavorano sulle autorizzazioni alle variazioni urbanistiche o compravendite degli immobili siti nel perimetro del consorzio. Nei limiti delle disponibilità qualche intervento di manutenzione viene effettuato. Inoltre ci sono agevolazioni per i consorziati: non si paga la tassa di concessione per casso carrabile e su Massa nemmeno la tassa sulla pubblicità».

Ma sul futuro dell’ente, Confartigianato chiede garanzie: «Chiediamo un tavolo tecnico istituzionale sin da ora – conclude Mascardi – per discutere con la Regione delle difficoltà e dei malumori delle aziende sul contributo, per poterlo rivedere nella futura gestione». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani