Italia
L’Arci: «Un ragazzo con una grande coscienza politica»
Il circolo Agogo annulla un’iniziativa in programma stasera «Era molto amato, perdiamo un giovane non omologato»
aulla. Sotto una pioggia battente e un cielo grigio, Aulla si è svegliata in lacrime ieri mattina. Una intera comunità attonita, incredula e affranta per il dolore per la morte di Luca Manzin. Con il cuore in gola e l’emozione che si tagliava a fette nelle strade poco affollate, nei bar, nei negozi, negli ambulatori medici, nei social network. Ovunque non si parlava d’altro.
Con poche parole però, perché questa è davvero una tragedia immane, ma in cui tutto pare drammaticamente chiaro. Quindi, non c’è spazio per il chiacchiericcio “peloso” alla ricerca dei retroscena e del responsabile. Perché morire a 29 anni in un rogo nella zona dei Navigli a Milano, con tutta probabilità per un cortocircuito, è una delle cose più terribili che possano accadere. Ed è una tragedia a cui non si riesce a dare un senso, non si ha nessuno da incolpare se non il fato, il dolore è sordo e non ha sfogo in troppe parole. «Povera famiglia, chissà che dolore per i genitori», sono le parole sulla bocca di tutti nelle piazze reali e vituali.
E possiamo soltanto immaginare il pozzo nero di disperazione per i genitori di Luca, la cui famiglia, che vive nel quartiere della Ragnaia, è molto conosciuta e stimata ad Aulla e in tutta la Lunigiana. Il padre Matteo, da poco tempo in pensione, era medico ginecologo all’ASL 5 “Spezzino” di La Spezia e ha debuttato come scrittore, nella scorsa estate, con un romanzo dal titolo evocativo dei giardini pensili della fortezza della Brunella ad Aulla, la fortezza degli inglesi: “Garden in the sky with diamonds - Un’avventura nella Lunigiana degli anni Venti”.
La madre Claudia Bacci, anch’essa in pensione da poco, era conosciuta in Lunigiana per il suo ruolo di insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico “Da Vinci” di Villafranca, affiancando alla cattedra l’attività sindacale con la Cgil e quella politica a livello locale. Lascia anche una sorella Luca Manzin, Arianna, che dall’aprile 2018 lavora per una casa editrice a Londra, assieme alla quale, in anni recenti, aveva fatto nascere un circolo Arci, il Frame, nei dintorni di piazza Brin a La Spezia.
Molto conosciuti anche gli zii di Luca Manzin: Giovanni Bacci (ingegnere del Comune di Fivizzano), Manuela Bacci (avvocato con studio a La Spezia), Giovanni Zammori (architetto di Aulla, anch’esso impegnato in politica, con un passato da consigliere comunale e da presidente della vecchia Comunità Montana). Una famiglia decisamente schierata a sinistra quella di Luca Manzin, dove non mancava l’impegno per la collettività e il bene comune.
Come accennato, Luca Manzin e la sorella Arianna avevano contribuito alla nascita, in anni recenti, di un circolo Arci a La Spezia, il Frame, nei dintorni di piazza Brin, ma erano molto vicini anche al circolo Arci Agogo di Aulla, che ha annullato una iniziativa culturale in programma per oggi a seguito di questo grave lutto e che ricorda Luca con queste parole: “Saputa la notizia, abbiamo deciso di annullare l'evento di Filosofia da Bar previsto per sabato (oggi, ndr). In Agogo ci sono alcuni fra gli amici più cari di Luca e della zia Serena, che svolge attività di volontariato nel nostro doposcuola popolare. Luca era molto amato qui nel circolo. Perdiamo un ragazzo brillante, con una forte coscienza politica, sempre lontano dalle omologazioni. Ci stringiamo attorno al dolore di Arianna, Claudia, Matteo, Nicola e degli zii». —
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