«Faremo quello che amavi sopra ogni cosa: stare insieme»
aulla. Non vogliono essere citati, ma sono davvero tanti gli amici di Luca Manzin che si sono ritrovati in poche e commosse righe dedicate all'amico tragicamente scomparso. Amici d'infanzia, di scuola e compagni di università, tutti insieme per ricordare la gioia che Luca sapeva portare in ogni momento fra di loro. Questo il ricordo da parte degli amici più cari: “Non riusciamo ancora a trovare le parole che possano consolarci, ciò che è certo è che ognuno di noi saprà tenere vivo il ricordo di Luca, facendo ciò che lui amava di più: stare insieme. Luca ti vogliamo un bene immenso».
Luca Manzin, originario del quartiere della Ragnaia ad Aulla, dove vivono i genitori Matteo Manzin e Claudia Bacci, si era laureato in Giurisprudenza a Bologna e aveva raggiunto Rosita Capurso, la fidanzata 27enne, a Milano, nel quartiere dei Navigli. Sono entrambi morti asfissiati dal fumo e per le ustioni, mentre fuori la zia e la compagna del padre di lei cercavano disperatamente di salvarli. La zia tentando invano di aprire la porta d’ingresso, ma le chiavi all’interno bloccavano la serratura. La donna riusciva addirittura a saltare su un tetto vicino, ad arrivare al balcone della cucina e a rompere il vetro della finestra, ma il suo tentativo di mettere in salvo i due giovani è stato inutile perché ormai l’appartamento al primo piano era così pieno di fumo da impedire a cquinque di entrare.
Una morte davvero atroce per questi due giovani, che si è consumata attorno alle ore 3,30 fra giovedì e venerdì. Una intera vita davanti e progetti da realizzare, spenti nel fumo e nelle fiamme assassine di un incendio scoppiato probabilmente per cause accidentali, a quanto pare per un corto circuito del quadro elettrico all’ingresso del bilocale al primo piano di una palazzina interna dello stabile dove si trovava con la fidanzata. —
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