Italia
Stroncato un giro di spaccio di eroina tra via di Gragnana e via Carriona
Tre finiscono nei guai: due 31enni e un 47enne già noti alle forze dell’ordine. Sequestrati 15 grammi di droga
carrara. Attività informativa, pedinamenti, controlli stradali e perquisizioni. Sono questi i metodi d’indagine che hanno consentito ai carabinieri di chiudere il cerchio su un giro di spaccio di eroina gestito da alcuni pusher del posto che, negli ultimi tempi, avevano messo in piedi una rete di clienti fissi con prezzi “low-cost”. L’indagine antidroga dei carabinieri della compagnia di Carrara al comando del maggiore Cristiano Marella, ha preso spunto dalle segnalazioni di alcuni cittadini sulla presenza di siringhe lasciate per strada in alcune zone degradate della città, riproponendo un tipico scenario degli anni ’80, periodo che ha segnato il “boom” per questa tipologia di stupefacente. Anche questa volta i Carabinieri hanno seguito un metodo investigativo “tradizionale” che ha visto come punto di partenza l’analisi dei dati e delle informazioni acquisite nel corso delle indagini portate a termine negli ultimi mesi, che avevano consentito di individuare in prima battuta alcuni consumatori della zona trovati in possesso di modiche quantità di eroina per uso personale e poi, risalendo la filiera dello spaccio, anche di arrestare alcuni fornitori, fra cui un “corriere” della droga che faceva la spola in treno fra Milano e la Provincia di Massa-Carrara, finito in manette quest’estate e recentemente condannato a sei anni e otto mesi di carcere. Continuando a scandagliare gli ambienti degli assuntori, i carabinieri hanno svolto controlli stradali e perquisizioni a tappeto che hanno consentito di individuare un’abitazione poco fuori città a Linara, dove vi era un viavai sia di auto che di persone a piedi.. Il precedente.
Gli accertamenti e i servizi di osservazione hanno consentito di appurare che dopo un periodo di assenza, era tornato ad abitare in quel luogo un 31enne di Carrara che in passato era già stato arrestato per reati in materia di stupefacenti il quale, insieme ad un 47enne suo vicino di casa, aveva rimesso in piedi un fiorente mercato di eroina “brown sugar”, di conseguenza quell’abitazione era diventata una “tappa fissa” per i consumatori di droghe pesanti, dove bastavano 20 euro per acquistare una dose per uso personale. Dopo aver fermato qualche acquirente, i carabinieri hanno organizzato un blitz nel “covo” dei due spacciatori, infatti dopo aver perquisito a fondo le rispettive abitazione, i militari dell’Arma hanno sequestrato due grammi e mezzo di eroina insieme ad un bilancino digitale, ma soprattutto hanno acquisito importanti fonti di prove che hanno confermato l’esistenza di una redditizia attività legata allo smercio di stupefacenti. A quel punto i due sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. La particolare attività investigativa però, non si è fermata alla denuncia dei due vicini di casa, infatti i carabinieri del nucleo operativo sono tornati in azione. Pochi giorni dopo, è toccato ad un altro 31enne di Carrara che abita in un condominio lungo via Carriona ritrovarsi i carabinieri davanti la porta di casa. I militari sono arrivati a lui dopo aver appurato che anche la sua abitazione era meta di vero e proprio “pellegrinaggio” dei consumatori di stupefacenti, inoltre è risultato dalle indagini che per qualche tempo l’uomo aveva ospitato nella propria abitazione il suo coetaneo abitante a Linara, cioè la stessa persona che era stata “pizzicata” con la droga in casa qualche giorno prima. Nella camera da letto del 31enne, che in passato aveva già avuto problemi con la giustizia per fatti di droga, è stato trovato un “sasso” di eroina di circa undici grammi insieme ad una dose da circa un grammo già pronta per essere venduta. L’uomo aveva in casa anche il bilancino di precisione e tutto il necessario per la preparazione delle altre dosi. I carabinieri hanno anche scoperto che alcuni “clienti” del 31enne, quando dovevano parlare con lui di questioni legate alla droga, gli chiedevano di preparare un “bombolone”, utilizzavano cioè un linguaggio convenzionale per evitare di pronunciare la sostanza stupefacente con il suo vero nome. —
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