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I viaggi di Simone: la Patagonia maestosa
Signanini, 48 anni di Fivizzano, gira il mondo in solitaria Dopo l’Argentina, sarà la volta dell’attraversata dell’India
FIVIZZANO. Proseguono le avventure in solitaria in giro per il mondo del quarantottenne fivizzanese Simone Signanini. Quest’anno è stata la volta dell'attraversata della Patagonia argentina, fino ad arrivare nella regione della terra del fuoco ad Ushuaia, la città più australe del Mondo. Qui Simone ha attraversato per interi giorni e notti, con temperature che arrivavano fino a meno 14 gradi e con venti di oltre 100 km/h, la foresta della Tierra Mayor con una la slitta trainata dai lupi. . Le avventure di Simone sono iniziate nel lontano 1986. Facendo fede a quando a soli 5 anni, quando possedeva un mappamondo come abatjour, e prima di addormentarsi lo faceva girare, chiudeva gli occhi e con un dito lo fermava, poi chiamava mamma Franca e le diceva: voglio andare qui. E La mamma gli rispondeva che nell'oceano a piedi non poteva arrivarci e lui gli rispondeva che da grande si sarebbe comprato una barca. Ma si può dire che lui da grande ha “comprato” un transatlantico considerato che ha toccato da solo luoghi remoti del pianeta. «Iniziai a viaggiare nel lontano '86 all'età di 15 anni - racconta Simone - partendo dalle capitali europee, fino ad arrivare al grande passo nel 2003, anno in cui iniziarono i miei viaggi per lo più in solitaria, lontano dal nostro continente».
Ed ecco le prossime mete del viaggiatore in solitaria: Messico, Cuba, Thailandia, Brasile, Vietnam, Venezuela, Indonesia, Colombia, gli indiani Navaho nello stato dello Utah, Ecuador, le tribù degli Iban ovvero i cacciatori di teste del Borneo malesiano, gli indigeni uros peruviani, Cambogia, Laos, Costa Rica, le tribù birmane delle donne ragno, tattoo e dal collo a giraffa. E quest’anno è stata la volta dell'attraversata della Patagonia argentina.
Durante l’avventura, racconta Signanini, «ho preso una barca e dopo ore e ore di navigazione, attraversando lo stretto di Magellano sul canale di Beagle, sono arrivato all'isola del Martillo, ovvero il regno dei pinguini. Le emozioni sono continuate con le cascate Iguazu, la montagna dei 14 colori con i suoi 4761 metri di altezza, i canyon di Cafayate e la scalata al mitico Fitz Roy. È stato un viaggio epico tra fiordi dimenticati, ghiacciai scricchiolanti come il maestoso Perito Moreno, la pampa spezzata dal vento e le minacciose foreste sempre verdi. La Patagonia è un'amante difficile, è un'ammaliatrice che ti stringe tra le sue fredde braccia e non ti lascia più. Qualcuno dice che questo è un viaggio di meditazione, perché le nostre menti davanti alla bellezza delle montagne, delle sue coste, delle sue estensioni immense, popolate solo dai guanachi, puma e condor, non potrà fare a meno di lasciarsi andare a pensieri che la nostra quotidianità non ci permette più. In conclusione, penso che non sarei mai andato da nessuna parte se avessi sempre dovuto aspettare qualcuno che venisse con me».
Il prossimo viaggio sarà l'attraversata dell'India, nella regione Arunachal Pradesh dove vivono le tribù Apatani, e nella lontana e remota regione del Ladakh. Simone ora abita a Montecatini Terme e da Fivizzano mamma Franca e papà Giuliano seguono sempre con ammirazione le imprese dell’unico figlio, dopo quel desiderio espresso quando aveva soltanto cinque anni. —
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