Il Tirreno

ALLARME TRA GLI ALLEVATORI 

Arriva la Vespa Velutina, “disgrazia” per gli apicoltori a Massa

Camilla Palagi
Stefano Tenerini del gruppo Apicoltori apuani
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Stefano Tenerini del gruppo Apicoltori apuani

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MASSA. Tempi duri per le api che vivono a Massa Carrara. Due mesi fa a Capaccola sono stati avvistati alcuni esemplari di Vespa Velutina, conosciuta anche con il nome di calabrone dalle zampe gialle o calabrone asiatico, la temibile e aggressiva vespa originaria del sud-est asiatico che si nutre di api e delle loro larve. Una "disgrazia" secondo l'apicoltore Stefano Tenerini del gruppo Apicoltori apuani che va ad aggiungersi ad altri "colpi mortali" che minacciano l'esistenza delle api nella provincia e la conseguente produzione di miele.. «Il 17 settembre scorso è una data che verrà ricordata dagli apicoltori della provincia di Massa per un avvenimento nefasto come quello del ritrovamento di alcuni esemplari di Vespa Velutina - dice Tenerini - catturati durante la loro azione predatoria presso un apiario vicino al centro città di Massa. La vespa asiatica è solo l’ultima disgrazia che colpisce l’apicoltura Italiana e che rischia di dare un colpo mortale a questa attività così importante per l’equilibrio de nostro ecosistema». La Velutina, spiega l'apicoltore, è arrivata in Italia anni fa al porto di Genova con un carico di legname proveniente dall’Asia. E con l'importazione commerciale sono arrivati anche funghi come il Nosema Ceranae, che si annida nell'intestino delle api e ne riduce la vitalità fino alla morte, ma anche veri e propri "pacchetti" di api ibride che producono molte altri api ma poco miele, e soprattutto, a differenza delle locali – che conoscono il contesto e in previsione dell'inverno preparano scorte di polline e di miele per sopravvivere al freddo – impreparate alle condizioni climatiche italiane. Condizioni che stanno comunque cambiando, andando a rendere il contesto attuale "invivibile" per le api.

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«Cinque anni fa partecipai a più di un tavolo di lavoro, voluto dalla Regione Toscana per poter riconoscere, capire e poter affrontare questa problematica. Da allora la Regione non si è mossa e ad oggi, come avevo richiesto non esiste ancora un riconoscimento legislativo della figura del “Tecnico Apistico" che consentirebbe di avere le capacità tecniche e scientifiche per valutare la salute delle api e la loro razza. Ad oggi per Velutina non esiste un protocollo sanitario che coordini le azioni di lotta, non esiste rimedio. Per fortuna alcuni apicoltori hanno messo a punto una tecnica che consente di uccidere i nidi di vespa Velutina, purtroppo però non è una tecnica ufficialmente riconosciuta. Dovremmo far si che questa tecnica fosse messa a protocollo e ufficializzata, come dovrebbe essere messa a punto e finanziata la procedura che attraverso un radar riesce ad individuare i nidi di Velutina per poterli annientare.Queste sono azioni di carattere urgente secondo il mio parere».

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E in proposito la deputata alla Camera Maria Teresa Baldini (Frateli d’Italia) presenterà un'interrogazione parlamentare in cui chiederà al governo quali azioni intende mettere in campo per salvare le api italiane e conservare la produzione di miele. —

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