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«In quell’ospedale il professor Sicari mi salvò la vita»

I.R.

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carrara. Facce, storie, ricordi. C’era anche questo nella platea gremita che ha seguito il consiglio comunale dedicato al monoblocco e, soprattutto, al suo futuro.

«“Un ricordo del Monoblocco? Ce l’ho: Achille Sicari mi ha salvato la vita». Così ha raccontato con ancora tanta commozione la signora Anna Pieri, cui il rinomato chirurgo ed ex primario (nonchè bandiera e per anni simbolo) dell’ex ospedale di Carrara effettuò una delicata operazione chirurgica.

«Oggi ho 76 anni, ne avevo 50. Ricordo quella struttura che era molto efficiente, e il primario che era considerato uno dei più grandi chirurghi d’Italia», ha proseguito amareggiata la Pieri. Il professor Sicari per ben 37 anni, dal 1969 al 2006, guidò, da primario, la divisione di chirurgia dell'ospedale di Carrara.

Nel 2017 gli è stato intitolato il monoblocco.

«All’idea di perdere il nostro ospedale ci sentiamo male. Carrara non ha più niente: non ha più scuole, non ha più servizi. Li perderemo, sono certa che non torneranno più. Certo non considero una mossa intelligente buttar giù un edificio come questo, così bello e funzionale».

Anche Fabio ha una storia legata all’ex ospedale: «Sono stato seguito dal centro polispecialistico Monterosso per un anno e mezzo a partire dal 2017, in day hospital – racconta – e posso affermare che avere un servizio di assistenza quotidiana di così alta qualità fa la differenza. Le persone che hanno patologie acute, com’è successo a me, ne hanno bisogno. Invece oggi troppo spesso ci ritroviamo ad avere i medici impegnati al Noa. Ho visto che anche altri reparti che non ho frequentato personalmente, come cardiologia al quinto piano, funzionano benissimo. Abbiamo dei servizi che sono all’avanguardia: val la pena di preservarli senza farli scappare al Versilia o a Massa. Sono preziosi anche per gli anziani e le persone a mobilità ridotta».

Nel pubblico del consiglio comunale straordinario dedicato al monoblocco abbiamo trovato qualcuno che è arrivato da Massa, come Silvano Lazzini che ha raccontato la sua esperienza. «Ho frequentato il Monoblocco. Il primo errore a mio avviso è stato costruire un ospedale unico col sistema di project financing: è stata fatta una scelta ben precisa, dove la salute delle persone è risultata meno importante che tenere i conti in pari». —

I.R.

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