Il Tirreno

il lavoro degli ultimi 4 anni 

Dal dolore per l’omicidio Taibi agli arresti di gennaio ai Poggi

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massa. I quattro anni alla guida del nucleo investigativo il tenente colonnello Tiziano Marchi li definisce «un periodo intenso. L’attività investigativa - ci tiene a sottolineare- procede e funziona perché c’è una squadra che lavora insieme». È il suo grazie ai 12 uomini del nucleo «che hanno lavorato anche 12 ore al giorno, senza sosta, senza festività, con grandi sacrifici personali e infinito impegno. Per fare questo lavoro servono amore, sensibilità e riservatezza». Perché condurre indagini in una provincia e in una città piccola è ancora più difficile «visto che ci si conosce tutti, le notizie circolano più in fretta, mimetizzarsi è più difficile».

Un grande team, quindi, grande impegno e - come li ha definiti il comandante del comando provinciale Massimo Rosati - «importanti riscontri processuali». E tra le inchieste condotte ce n’è una che ha segnato gli uomini del nucleo investigativo. Ed è quella sull’omicidio del maresciallo Taibi che ha visto anche la collaborazione del nucleo operativo di Carrara, della Polizia e della Finanza: «È stato doloroso lasciare da parte i sentimenti e il dolore - spiega Tiziano Marchi - e condurre le indagini». Indagine che si sono avvalse anche della competenza tecnica del luogotenente Ciro Mitola, da poco in congedo, che ha ricostruito in 3d la dinamica dell’omicidio.

Decine di inchieste e la collaborazione con i sostituti procuratori: «Da Alberto Dello Iacono, titolare delle indagini sull’omicidio Taibi, ad Alessandra Conforti con cui abbiamo condotto invece le indagini per il caso don Euro, a Marco Mansi che ha coordinato l’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione ».

Tiziano Marchi ricorda anche la collaborazione con la sostituta Rossella Soffio (ora alla Procura di La Spezia) con cui - racconta - «abbiamo smantellato un sistema», ricorda il lavoro con la distrettuale antimafia e il procuratore Federico Manotti , con le sostitute Roberta Moramarco e Alessia Iacopini sul fronte della lotta agli stupefacenti e delle indagini sui reati nella pubblica amministrazione».

Poi la stretta collaborazione con il procuratore capo Aldo Giubilaro ora in pensione con numerose indagini tra cui - ricorda Marchi - quella sui derivati a Carrara.

Una grande mole investigativa, il lavoro con la Procura e una squadra che - il tenente colonnello ci tiene a ribadirlo - ha dato il massimo con 300 arresti negli ultimi 4 anni e la capacità di gestire anche 12 inchieste in un anno. Adesso Tiziano Marchi saluta e ringrazia l’intero comando provinciale in una incontro aperto anche alla stampa: lascia Massa per andare ad istituire l’ufficio di comando a La Spezia. Presto sarà reso noto il nome di chi lo sostituirà alla guida del nucleo investigativo dei carabinieri. —

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