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Abusa della nipotina, lo indagano e scappa: preso dai carabinieri

Chiara Sillicani
Abusa della nipotina, lo indagano e scappa: preso dai carabinieri

Condannato a 8 anni e mezzo per violenza sessuale, il 54enne era latitante. I militari lo hanno individuato e arrestato a Cinquale

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MASSA. Un lavoro di ricostruzione, di osservazione: i carabinieri hanno messo una tessera accanto all’altra, ricostruito un puzzle. E scoperto che venerdì quel cinquantaquattrenne di origini straniere, condannato per violenza sessuale su minore, ma latitante, sarebbe passato dalle nostre parti. A Cinquale aveva fissato un appuntamento e a quell’appuntamento, puntuale come un orologio, si è presentato. Ad aspettarlo, però, non ha trovato l’amico, ma gli uomini del nucleo investigativo, guidati dal tenente colonnello Tiziano Marchi. Sono stati loro ad arrestarlo: adesso il cinquantaquattrenne è in carcere. Deve scontare 8 anni e 6 mesi per violenza sessuale, per aver abusato della nipotina all’epoca dei fatti dodicenne.

È proprio la bimba - per ricostruire la vicenda - a raccontare che lo zio le ha fatto male, l’ha violata nella sua intimità, ha abusato di lei. Non l’ha fatto una sola volta - riferisce quella ragazzina - ma numerose volte. Per anni. Dal 2012 al 2016, periodo in cui sia la famiglia della piccola, sia quella dello zio vivevano a Massa. L’uomo - emergerà dall’inchiesta - approfittava dei momenti in cui la dodicenne gli veniva affidata per abusare di lei.

Un racconto disperato, una storia di sofferenza: l’uomo viene denunciato. E l’ipotesi di accusa è pesante: violenza sessuale su minore, reiterata. Il giudice dell’udienza preliminare rinvia a giudizio il cinquantaquattrenne che finisce sotto processo. Ma in aula non ci mette neppure piede: quando scopre di essere stato denunciato, quando si rende conto che la Procura ha aperto un fascicolo su di lui, lascia Massa, scappa e fa perdere - o almeno ci prova - le sue tracce.

A processo, il giudice accoglie la tesi dell’accusa e condanna l’uomo a 8 anni e 6 mesi di carcere per violenza sessuale su minore. Ma è una condanna in contumacia perché l’imputato a processo non c’è, né è rintracciabile. Latitante.

I carabinieri però non smettono di cercarlo quell’uomo, gli stanno alle calcagna, ricostruiscono ogni suo movimento. Lo individuano sui social, risalgono a lui da un profilo falso e non lo perdono d’occhio un solo momento. Ricostruiscono alcuni suoi movimenti, gli spostamenti, gli incontri: il cinquantaquattrenne è in Toscana. Passa da Pisa, da Livorno. Poi torna dalla nostre parti: fissa un incontro a Cinquale. I militari del nucleo investigativo lo scoprono e organizzano a puntino un’operazione per arrestarlo. Ci riescono perché giovedì mattina il cinquantaquattrenne viene individuato, arrestato e trasferito nel carcere di La Spezia dove sconterà la pena. —




 

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