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«A Pontremoli i bimbi disabili pagano la mensa: è ingiusto»
Due genitori scrivono a Rossi: serve una legge regionale Analoga situazione anche a Filattiera in altri tre Comuni
pontremoli. “Ci siamo trasferiti da Carrara in Lunigiana un anno fa, abitiamo con nostro figlio in una frazione di Pontremoli. Essendo nostro figlio affetto da due malattie genetiche rare ed essendogli stata riconosciuta una disabilità grave abbiamo scoperto con sconcerto che sia a Filattiera che a Pontremoli, ai bambini con disabilità viene fatto pagare il ticket mensa della scuola materna”.
Così inizia la lettera di due genitori (di cui non forniamo le generalità per tutelare la privacy del loro bambino) per evidenziare quella che secondo loro è una mancanza in questi Comuni, tra l’altro riscontrata anche a Bagnone, Mulazzo e Podenzana. E sottolineano come nei restanti centri della provincia, invece, sono previste esenzioni dal ticket mensa per bambini con disabilità (per la normativa nazionale l’esenzione è attiva sul trasporto scolastico).
“Questa insensibilità e discriminazione risulta essere ancora più grave se si pensa che proprio questi comuni della Alta Lunigiana sono all’estrema periferia nord della Toscana, i più lontani rispetto ai servizi sanitari di cui ovviamente i bambini disabili hanno maggiormente bisogno - scrivono - troviamo oltremodo assurdo e ingiusto che questo ticket venga imposto anche ai bambini disabili oltretutto portatori, come nostro figlio, di una malattia metabolica dove il pasto è a tutti gli effetti non solo parte integrante del percorso educativo scolastico ma anche una vera e propria terapia salvavita”.
Questa famiglia ha anche inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore alla sanità Stefania Saccardi, “per chiedere che questa discriminazione geografica venga cancellata con una legge regionale. I bambini affetti da disabilità grave devono essere esentati dai ticket di compartecipazione alla spesa della mensa così come sono esentati da ticket sanitari. I diritti dei disabili non possono essere riconosciuti a seconda della latitudine, della longitudine o dall’Isee di una famiglia, la disabilità non è una questione geografica o fiscale, la disabilità è una questione umana e quando si tratta di umanità non esiste confine comunale, regionale e statale che tenga. ”, c’è scritto sulla lettera inviata a Rossi. Che non è la sola iniziativa intrapresa da questi due genitori di Pontremoli, visto che è in partenza una raccolta firme per sollecitare Firenze ad avviare un’istruttoria per introdurre una normativa ad hoc, “saremo davanti alle scuole e agli asili dove si pretende il ticket dai bambini disabili, non ci fermeremo fino a quando questo vergognoso trattamento discriminatorio non avrà fine”.
Il tema introduce anche lo scenario che ormai da anni si prefigura nelle zone collinari e montane, come è la Lunigiana: ovvero lo spopolamento di questi paesi, borghi e frazioni, in gran parte per mancanza di servizi. “Combattere lo spopolamento significa investire per chi risiede già a Pontremoli, la gente non se ne va se qui trova servizi sanitari, servizi dei trasporti, viabilità sicura, lavoro e norme di civiltà come l’esenzione dai ticket per i minori con disabilità gravi - proseguono - chiediamo alle forze politiche e a tutto il mondo dell’associazionismo dell’Alta Lunigiana di prendere posizione rispetto a questa grave discriminazione geografica, i consigli comunali di Filattiera e Pontremoli devono deliberare affinché i bambini disabili dell’Alta Lunigiana non siano bambini di serie B rispetto ai bambini della provincia”. Situazione analoga, come detto, anche in altri tre Comuni lunigianesi. Chiudono i due genitori: “Non pagheremo il ticket della mensa preteso, per protesta devolveremo anzi la somma all’asilo di Filattiera in segno di riconoscimento e stima per tutto il personale che lavora nella struttura, dagli insegnanti e i loro collaboratori al personale della mensa che svolgono con una incredibile professionalità e passione un lavoro importantissimo e prezioso per i nostri bambini”. —
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