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La sorella Marzia su Fb: è stato Marco a farmi scrivere il testamento

La sorella Marzia su Fb: è stato Marco a farmi scrivere il testamento

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val di magra. Marzia Corini, il medico accusata di omicidio volontario nei confronti del fratello, l’avvocato Marco Valerio, si affida a facebook per raccontare la sua verità dopo l’udienza del suo interrogatorio fiume.

«Ho dichiarato alla Corte che non avrei risposto a nessuna domanda inerente l’accusa di falso in testamento poiché quello che avevo da dire in merito era stato da me più volte ripetuto, al momento del mio interrogatorio nel 2016, ma soprattutto davanti alla Corte che dovrà giudicarmi: io ho scritto il testamento sotto dettatura di mio fratello, su sua esplicita richiesta il 18 settembre 2015. Io glielo ho riletto prima che lo firmasse. Marco mi ha informato che il testamento così redatto era nullo, cioè non aveva alcun valore due giorni dopo avermi sottoposto a quel supplizio, perché non era interamente scritto di suo pugno». «Ho dichiarato – continua – che le correzioni apportate a quel testamento che io quindi sapevo nullo, posteriori alla sua morte, erano state fatte per far si che quello che vi era scritto fosse il più aderente possibile agli appunti testamentari da lui scritti il giorno 23 settembre. Giorno in cui cambiò un beneficiario della sua eredità. Non avevo né ho altro da aggiungere. Questo è quello che ho fatto. E se la corte riterrà che questa mia condotta sia un reato, allora mi condannerà».

«Sapevo allora, sempre per bocca di mio fratello che se avessi fatto valere quella nullità alla sua morte, il suo patrimonio sarebbe andato per metà a mia madre e per metà a me. Ma io non lo feci. Lo pubblicai perché tutti quelli indicati da lui avessero quanto lui voleva.

«Perché ho scritto il testamento del 18 settembre? La risposta è stata così banale nella sua ovvietà: “perché me lo ha chiesto mio fratello “. Scriverlo è stata una tortura, perché i giochi erano finiti … mio fratello stava morendo. E farmi scrivere un atto nullo l’ho trovato un gesto in parte sadico, ma era in linea con la personalità di Marco».

«Ha ragione una mia amica, amica di Marco, unica vera eredità che lui mi ha lasciato – conclude – Per la maggior parte del mondo è incomprensibile che si possa essere disinteressati ad un milione di euro, che lo si voglia dare in beneficenza. Sono io la persona disfunzionale». –

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