Italia
Al bar Mariuccia dove passavano Piero Gros e Gustav Thoeni
Nel locale di via Comano (chiamato anche West End) le storie di “fasti” passati e delle sfide alle alluvioni
CARRARA. Sarà il caffè di Mariuccia, il caffè bollente da premiare alla fine del concorso? Dipenderà dal vostro voto. Noi vi possiamo raccontare la sua storia che comincia dal 1971. E’ dal 1971 infatti che la Mariuccia serve caffè, pasticcini e colazioni: e una volta anche il baccalà marinato, il famoso baccalà della Mariuccia dentro il panino svuotato di mollica per i cavatori che abitavano da quelle parti e che era, è il caso di dirlo, sulla bocca di tutti. Il bar, caffetteria, pasticceria Mariuccia, in via Comano a Marina vicino al complesso fieristico – che ha anche il nome di West End, da aprile scorso ha visto andare in pensione alla tenera età di 82 anni la titolare Mariuccia Giumelli, per lasciare spazio alle nuove generazioni: i figli Franca e Gianpaolo Pasqualetti, il marito della nipote Guido Ricci, la nipote Alessia Giannoni e soprattutto, proprio l’ultimissima generazione, quella che è previsto arrivi tra qualche mese, il bisnipotino Iago Ricci che dovrebbe nascere a febbraio.
Il bar tabaccheria che serve colazioni, cocktails, apericena ed eventi e compleanni, grazie alla bella veranda e al suo spazioso giardino, ha una storia molto bella fatta di lavoro duro, con la signora Mariuccia che ha lavorato duramente 365 giorni all’anno senza risparmiarsi e con due alluvioni. Le alluvioni del 2012 del Parmignola e del 2014 del Carrione con il fango che non smetteva di uscire dai tombini non hanno fermato però Mariuccia, anche grazie all’aiuto dei figli ed è andata avanti con il rifacimento e la ristrutturazione del locale. «Noi, la zona intorno al bar, è una conca e ogni volta che piove ci allaghiamo e ogni volta dobbiamo ricominciare: avevamo perso sigarette, gratta e vinci, gelati, il fango nel 2014 uscito daI tombini arrivò a un metro e mezzo, così l’anno dopo abbiamo rifatto completamente il locale» racconta la figlia Franca che ricorda i tempi d’oro, quando c’era il vicino albergo Maestrale dove alloggiavano giornalisti e i giocatori della Roma: «Io mi ricordo Roberto Pruzzo, il giornalista Carlo Sassi e i campioni di sci Piero Gros e Gustav Thoeni: si allenavano sulla spiaggia e poi al campo scuola». «Facevamo le partitelle di calcio con noi - interviene Gianpaolo - e poi veniva anche quella signorina buonasera della Rai, moretta: non ricordo il nome. Perché qua ci hanno fatto anche Giochi senza frontiere e noi eravamo l’unico bar tabacchi della zona Paradiso: venivano tutti da noi». Fra alti e bassi, comunque una cosa è rimasta costante: il caffè centenario Bonomi, mai cambiato dal 1971.
Intanto è iniziata la fiera dell’Oriente e il bar, quando ci sono le fiere, ha un buon ritorno: «Lavoriamo tanto con le fiere: c’è un comodo parcheggio: la gente viene, prende una bibita, un panino, un caffè e noi lavoriamo» sorride Franca. «Noi non badiamo a spese per quanto riguarda i nostri prodotti, il rum, il caffè, i crostini per gli apericena» fa presente con orgoglio Guido Ricci ricordando le tre serate musicali dell’estate appena passata, con Elena Cirillo la violinista di Francesco De Gregori, Francesco Tartarino che collabora con Max Pezzali e Alexia e Marco Carpentieri, uno dei dj italiani più richiesti.
«Stiamo valutando di fare degli investimenti: di chiudere la veranda con un dehors e poi, dato che fino ad ora ci siamo appoggiati per la pasticceria a un laboratorio di Massa, di aprire un nostro laboratorio e una nostra cucina: il problema è che non ci sono incentivi - spiega Guido - mi chiedo perché in altre parti della provincia gli incentivi ci sono, come Pontremoli per l’agriturismo e per la zona di mare niente: dovrebbero incoraggiare chi ha voglia di fare ». —
Francesca Vatteroni
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