Il Tirreno

Sette parti in una notte, vagiti e tante lacrime per un reparto da record

C.S.
Sette parti in una notte, vagiti e tante lacrime per un reparto da record

Cinque femminucce e due maschietti venuti al mondo tra sabato e domenica Il medico di turno: aiutare quelle partorienti ci ha ripagato di tanti sforzi 

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massa. Qualcuno si è preso un po’ di tempo: nel pancione stava troppo bene per uscire e avventurarsi nel mondo. Qualcuno, invece, è stato curiosissimo e in un battibaleno è arrivato. A scoprire i visi e le lacrime di mamma e papà. Ma tutti hanno scelto la notte tra sabato e domenica per affacciarsi alla vita e godersi il calduccio e la poesia delle braccia avvolgenti dei grandi. Una sola notte, cinque femminucce e due maschietti e una equipe, quella del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale apuano, che ha davvero dimostrato di avere tutte le carte in regola.

Perché se, anche in quel di Massa, nascono sempre meno bimbi, a scompaginare le statistiche c’è proprio la notte tra il 26 e il 27 ottobre quando sette mamme arrivano in ospedale. Medici e ostetriche lo capiscono subito: sarà una notte speciale. Per quelle sette donne, che diventeranno madri, e per un intero reparto. Una notte di lavoro senza sosta e di infinita emozione. A rompere gli indugi è la piccola Isotta: sono le 23.28 quando, con il suo pianto, avvisa parenti e amici che adesso c’è anche lei. Ma Camilla non perde tempo e alle 1.54, con i suoi 3,341 chili di tenerezza, si presenta a mamma e papà: eccomi sono arrivata. Non c’è una sala parto vuota e in ogni angolo del reparto il dolore che accompagna l’arrivo di una vita lascia spazio in un battibaleno alla gioia. Alle 2.42 Lea (2,264 kg) decide che è il momento giusto: lascia l’accogliente pancione della mamma. Adesso anche Mattia, 3.320 kg, ha fretta: vuole esplorare il mondo. Un minuto dopo Lea c’è anche lui e il suo visino dolce a rallegrare famiglia e reparto.

Poi un’altra bambina ancora, fino all’alba. Perché quando la mattina di domenica si sta affacciando luminosissima, con un cielo terso e un’aria quasi da primavera,alle 6.24 Beatrice (3,454 kg) si presenta alla mamma. Luca, invece, si prende ancora tre minuti di tempo, poi eccolo alle 6.27 in tutto il suo splendore. Un sola notte, cinque bambine, due bambini e un reparto commosso fino alle lacrime. Nessuno, proprio nessuno, ha avuto un attimo di pausa: accogliere le mamme, rassicurarle, assisterle, accompagnarle in quel viaggio sempre nuovo e “rivoluzionario” che è il parto. Poi ci sono quelle sette meraviglie, arrivate tutte in una notte, tutte naturalmente, senza che i medici siano intervenuti chirurgicamente. Neanche un taglio cesareo. Ci sono quei pccolini a dar coraggio alle famiglie e a chi ogni giorno lavora in sanità. A dire che le cose belle ci sono, impegnano, ma arrivano.

Cristiano Pozzi è il ginecologo di turno la notte tra sabato e domenica, ammette che «è stata una notte impegnativa durante la quale le infermiere, le ostetriche, il pediatra, il ginecologo e tutti gli operatori socio sanitari si sono impegnati al meglio in ogni sala parto disponibile. Aver potuto aiutare sette partorienti a far venire al mondo i loro figli - racconta - ci ha ripagato dei tanti sforzi profusi. Alcuni bimbi hanno avuto molta fretta di nascere, altri hanno richiesto tempi più lunghi. Ora stanno tutti bene e mamma e papà sono felici». Stanno tutti bene. Le mamma, i bimbi e chi li ha aiutati a venire al mondo. —
C.S.

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