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Al bar Da Maurin dove i bicchieretti si bevevano al metro e assieme a fantasmi

Alessandra Poggi
Al bar Da Maurin dove i bicchieretti si bevevano al metro e assieme a fantasmi

Oggi il locale di via Fiorino non è più solo mescita ma anche trattoria, albergo, panetteria. Senza perdere la sua identità

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CARRARA. C'era un tempo in cui i bicchierotti si bevevano al metro, e c'è stato un tempo in cui si raccontava che i defunti tornassero a bere da Maurin la notte, passando dal tunnel che c'è vicino al cimitero. Sono solo due degli aneddoti che caratterizzano il bar - trattoria e albergo da Maurin in via Fiorino 2 ad Avenza, zona Turigliano.

La struttura nasce come mescita di vino nel 1952. Si trovava dalla parte opposto di via Fiorino. Poco dopo il signor Corrado Piccini, detto Maurin, assieme alla moglie Giorgina, acquistano il terreno dove si trova attualmente la trattoria, e costruiscono l'albergo con annesso ristorante. Da Maurin ci si andava a mangiare, ma anche a trascorrere le giornate giocando a carte e bevendo metri di bicchierotti. Li ordinavano i cavatori dicendo: «Maurin versa un metro di bicchierotti». Passano gli anni e lo storico titolare passa il testimone al nipote Valentino Bernardeschi, che lo terrà per ben 45 anni. Diventa il punto di ritrovo e di ristoro dei camionisti, dei viaggiatori e tutti quelli che transitano in zona. Da allora le cose sono cambiate di molto, ma Maurin resta un'istituzione.

Dal 2012 la gestione è in mano a Gianluca Bernardeschi che assieme alla moglie Michela Pecoraro e al figlio Iacopo ha completamente rinnovato la struttura. L'idea di base, però, è sempre la stessa: «Fare della tradizione il punto di forza del locale», ma oggi Maurin non è solo una trattoria. È molto di più. All'interno è stata realizzata la panetteria di Michela (gestita dalla signora Pecoraro). Un tripudio di prodotti locali, formaggi e salumi della Lunigiana e della Garfagnana, ma soprattutto tanti tipi di pane, compreso quello di Vinca. Il bar non serve più bicchierotti al metro ma aperitivi e stuzzichini. Il locale ha anche un reparto dedicato alla vendita dei souvenir e bottiglie di vino tipiche del territorio.

Non è cambiata la cucina: pranzi di lavoro sì, ma anche i piatti tipici come i taglierini nei fagioli (rigorosamente con il soffritto), trippa e tordelli. Anche l'albergo è cambiato. Una volta era più turistico, oggi ospita gli operai delle ditte dei cantieri. La famiglia Bernardeschi (sono parenti del più celebre Federico della Juventus che gli ha regalato una maglia autografata), è molto affabile e simpatica. Oltre a loro da Maurin ci lavorano anche due dipendenti: Letizia Moretti e Michela Fazzi. La trattoria rimane un punto di riferimento per molti lavoratori, ma anche per la gente del posto. Qualcuno la mattina ci va a bere il caffè da circa 60 anni. È il caso di Giuseppe Bonotti, un super affezionato: «Vengo a bere il caffè da sempre - dice - abito vicino e per me è una tappa obbligata. Questo era un punto di ristoro per camionisti e viaggiatori, Ma era anche il punto di ritrovo dei cavatori, che nel pomeriggio dopo il lavoro venivano a bersi il vino a metri. erano in tanti e un metro bastava per tutti. Maurin metteva i bicchierotti sul banco e poi li riempiva di bianco o di rosso a seconda delle richieste». Inoltre, prosegue il titolare Gianluca, «mia nonna mi raccontava che una volta dopo la chiusura i defunti di Turigliano tornavano qui dal nonno per continuare a bere e giocare a carte. Passavano dal tunnel sotterraneo che collega la trattoria con il viale. Chissà perché lo dicevano, ma il tunnel c'è davvero». La trattoria è aperta dal lunedì al sabato dalle 6 alle 20,30, la cena il ristorante è aperto solo per gli ospiti dell'albergo o per cene su prenotazione. Il giorno di chiusura è la domenica tutto il giorno. —

Alessandra Poggi

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