Il Tirreno

I No Gaia di nuovo sulle barricate: corteo di protesta per le maxibollette

Luca Signorini
I No Gaia di nuovo sulle barricate: corteo di protesta per le maxibollette

Manifestazione il 30 ottobre per chiedere i rimborsi e per trasformare la società da Spa a Consorzio pubblico

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MASSA. I No Gaia di nuovo sulle barricate contro le maxibollette, la tassa sulla depurazione e l’impianto del Lavello, l’inquinamento da marmettola, lo spreco di soldi, l’assenza di bonifiche nell’area ex Farmoplant, il dissesto delle Apuane, gli scarti di cava. Mercoledì 30 ottobre manifestazione e corteo a Massa: partenza alle 17 da piazza Liberazione, arrivo sotto il municipio con microfoni e cuori in mano. «Non vogliamo simboli e striscioni di partiti», precisa subito Clara Gonnelli, presidente regionale dell’associazione consumatori Adic Toscana.

Sono una ventina i comitati, associazioni e gruppi organizzati che aderiscono all’iniziativa di piazza: new entry dell’ultima ora il movimento giovanile Fridays for future, che si batte per il clima e l’ambiente e che nelle ultime settimane sta crescendo nelle sue fila. Associazioni ma anche cittadini residenti in provincia e non solo: quelli che hanno ricevuto bollette dell’acqua con un incremento di almeno un 10% rispetto allo scorso anno.

L’Adic ne segue già un centinaio, il comitato Acqua alla gola altri 200: ci saranno anche loro in corteo mercoledì prossimo. Dicono Gonnelli ed Ersilia Mignani di Acqua alla gola: «Noi proseguiremo in questa battaglia finché non riceveremo delle risposte: vogliamo coinvolgere anche i balneari e gli operatori turistici, vessati pure loro da tutta questa situazione. Stiamo preparando una lettera ai sindaci: ci dicano cosa vogliono fare con Gaia Spa». Il percorso con il gestore del servizio idrico dovrebbe essere già avviato: ovvero la sua trasformazione da società per azioni pubblica ma di diritto privato, a Impresa mutualistica consortile di diritto pubblico. Diversi consigli comunali hanno approvato una mozione in tal senso: Massa, Carrara, Massarosa, Pietrasanta, almeno quattro Comuni della Lunigiana, di recente Forte dei Marmi. Solo che nell’assemblea dei soci di Gaia la discussione è stata rimandata a data da destinarsi.

Tanto che Franco Bigini del comitato Salute e Ambiente si chiede: «Ma i Comuni vogliono davvero modificare Gaia oppure ci stanno prendendo in giro e questa cosa finirà nel dimenticatoio? Vogliamo delle certezze: una data certa in cui discuteranno la mozione, che i sindaci si schierino veramente». Spiegano Mignani e Pietro Morelli, presidente di Acqua alla gola: «La nascita dell’Impresa pubblica consortile permetterebbe alle amministrazioni di avere davvero in mano Gaia, e consentirebbe di rivedere le voci di spesa in bilancio e i meccanismi che fanno lievitare i prezzi. Come il vincolo del ricava garantito: se fai un risparmio rispetto all’anno prima, la differenza ti viene conteggiata nelle cartelle dell’anno successivo, e viene calcolato in base ai due anni precedenti. Oppure come la depurazione della marmettola che costa 350.000 euro l’anno: non la devono pagare i cittadini».

«Il nostro territorio è una spugna e viene rovinato dalla marmettola e dagli scarti di cava», sottolinea Fabrizio Bertoni di Tutela ambiente montano del Cai di Massa. Poi l’acqua sversata in mare, i divieti di balneazione, l’inquinamento delle falde acquifere: «Chiediamo vengano fatte le analisi, chiediamo più trasparenza, qui parliamo di salute, ambiente ed economia», aggiunge Sabrina Bertoni di Salute e Ambiente. L’avvocato Sara Rocca di Adic: «Sosteniamo il lavoro della magistratura e i cittadini, che hanno diritto al rimborso delle quote di depurazione e fognatura». Di argomenti ce ne sono: la manifestazione per dargli voce. —
 

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