Contro i furti arrivano i “controlli di vicinato”
L’iniziativa è stata portata in commissione dal consigliere forzista Lorenzo Lapucci: «Ma non chiamatele ronde»
Proprio all'indomani del furto in una macchina sventato ad Avenza da alcuni residenti, la commissione sicurezza urbana incontra il referente del “Controllo del Vicinato”. Una coincidenza in realtà, l'incontro era calendarizzato per la scorsa settimana, con il sarzanese Michele Giorgi (Controllo del vicinato) che nella mattinata di ieri ha spiegato i dettagli del progetto. Una fase di ascolto dell'iniziativa arrivata dalla proposta del forzista Lorenzo Lapucci. Presente alla seduta anche la dottoressa Paola Micheletti, comandante Polizia Municipale. «Chi meglio degli abitanti conosce le dinamiche della zona? Non ci sono pattugliamenti, presidi, non ci sono ronde. Cala invece il menefreghismo e aumenta la collaborazione con i vicini e con le forze dell'ordine. È sicurezza partecipata: un occhio in più per prevenire i furti nei quartieri attraverso il controllo e le segnalazioni che partono dai vicini di casa. Se si nota qualcosa di sospetto partono un giro di messaggi e di chiamate con il vicinato e la segnalazione alle forze dell'ordine», precisa subito Giorgi che poi va a spiegare il progetto, nato una decina di anni fa, che si estende in tutta Italia (con la Lombardia apripista), che a Sarzana coinvolge 500 famiglie circa e che, secondo il rappresentante, ha ridotto i furti nelle abitazioni dal 40 al 60 per cento. «Varia a seconda delle zone; sono dati dalle prefetture», aggiunge. Un esempio su tutti, tra i casi raccontati, quello di Sarzanello con un furto sventato proprio dal vicino di casa e con il ladro messo in fuga. L'iniziativa era già stata al vaglio del consiglio comunale nel giugno 2016 (mozione Forza Italia) dopo che il protocollo d'intesa tra il gruppo e l'amministrazione era stato sottoscritto nella vicina Massa. La cosa poi non aveva avuto seguito. «Non chiediamo nulla: il protocollo d'intesa con le istituzioni aiuta a promuovere con incontri la cultura della legalità. Per formare e informare», chiosa Giorgi. Perplessità in commissione. «Ogni cosa deve essere istituzionalizzata. Se l'amministrazione deciderà per questa direzione, il mio parere è quello di stipulare prima il protocollo d'intesa con il coinvolgimento della prefettura e tutte le forze in campo», il punto della comandante. Trasversali le perplessità emerse dai consiglieri; ma Lapucci va dritto per la sua strada: «Se non ci sarà un accordo, per testare il reale interesse della cittadinanza mi farò promotore io degli incontri per presentare questo progetto». —
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