Nemmeno un fiore sulla lapide del partigiano Gino Menconi
CARRARA. Un anniversario, quello di morte il 17 ottobre del 1944, passato sotto silenzio. Dimenticato. E una lapide, quella nel cimitero di Turigliano, senza nemmeno un fiore.
«La Resistenza dimenticata» così ha segnalato al Tirreno Adelmo Della Zoppa che ieri mattina un fiore lo ha comprato e poi lo ha messo lui sulla tomba di Gino Menconi. Uno dei partigiani della recente storia della Resitenza. Era nato ad Avenza il 13 maggio 1899 venne ucciso a Bosco di Corniglio (in provincia di Parma) il 17 ottobre 1944. Era laureato in Economia e Commercio, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Fu uno dei protagonisti della lotta armata contro i nazifascisti e nell'agosto del 1944, con il nome di "Renzi", diventò comandante della "Piazza" di Parma. Il 17 ottobre fu sorpreso, in seguito a delazione, da un reparto di SS. Menconi non riuscì a mettersi in salvo. I tedeschi lo adagiarono su una branda che si trovava nel locale della riunione, ma non per curarlo: legarono al letto il ferito, lo irrorarono di benzina e lo fecero morire tra le fiamme.Una morte atroce, in nome degli ideali. «Oggi - fa notare Della Zoppa- nemmeno un fiore». —
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