«Fanno tappa qui per il cappuccino anche i pellegrini»
Il “Città di Aulla” accoglie, fra gli altri, chi va all’abbazia di San Caprasio Buone miscele, esperienza e colazioni super: questi i “segreti”
AULLA. C'è un pezzo della vecchia Aulla nel bar "Città di Aulla" in via Apua 34. E non filosoficamente parlando, perché quello che mostra in fondo al proprio bar il proprietario Alessandro Gazzoli è una piccola testimonianza, reale, in sassi di arenaria, di una Aulla che praticamente non esiste più. «Come tutti sappiamo, il centro storico di Aulla – spiega Gazzoli – è stato bombardato pesantemente e quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Praticamente non c'è più nulla di quella Aulla. Una piccola vestigia, però resiste nel mio bar ed è questa parte di soffitto in sassi di arenaria, sicuramente presi direttamente nel fiume Magra». Un bar, quindi, centralissimo, essendo in via Apua, e che Gazzoli porta avanti con la madre Gloria Tonelli esattamente da 20 anni, da quando cioè lo rilevò dalla famiglia Bellatalla, che ne era proprietaria negli anni '90. «Io ho fatto l’Alberghiero a Lerici – prosegue Gazzoli – e nasco cuoco, mi sono formato con il grande chef Gianni D’Amato nel famoso ristorante “Il Rigoletto” presso quartiere Matteotti, ma ho lavorato anche al mitico Irish Pub a Terrarossa. Tutti locali che non esistono più…» dice con una punta di amarezza Gazzoli, il quale, poi, a fine anni ’90, dopo avere fatto anche l’operaio in fabbrica, decide di tentare l’avventura con il bar, un’avventura vincente, che continua. Una presenza rassicurante, quella del bar “Città di Aulla”, per i residenti e i negozianti che non si arrendono nel centro storico di Aulla, i quali costituiscono lo zoccolo duro della clientela. Assieme agli impiegati dei vicini uffici dell’Agenzia delle Entrate e del Centro per l’Impiego, ai quali Gazzoli porta la colazione direttamente sul posto di lavoro. «Inoltre, ho il piacere di avere come miei clienti i pellegrini della Via Francigena, i quali vengono dall’abbazia di San Caprasio la mattina presto nel mio bar per fare colazione, poi partono a piedi verso la prossima tappa della Via Francigena. Pellegrini che provengono da tutto il mondo, persino dall’Australia, e che fanno qui il pieno di energia per proseguire nel proprio cammino» aggiunge Gazzoli, al quale chiediamo del caffè che propone alla clientela. Orgoglioso della propria scelta, Gazzoli mostra il contenitore giallo da cui fuoriesce la miscela pregiatissima del caffè Cagliari: «Sono l’unico bar ad Aulla ad avere questa particolare miscela della Cagliari, il top per quanto concerne il caffè, più costosa di altre, ma ci tengo alla qualità per la mia clientela. Naturalmente affinché il risultato sia ottimale e incontri il gradimento più completo del cliente, occorre abbinare alla qualità della miscela una corretta manutenzione della macchina per il caffè e un suo lavaggio giornaliero. Di grande aiuto è anche un addolcitore d’acqua, che ho collegato alla macchina del caffè». Ma non c’è soltanto il caffè fra le priorità di Alessandro Gazzoli. Infatti, un occhio di riguardo viene dedicato ad alcuni prodotti del territorio: fra i vini il Vermentino, fra le birre quelle artigianali del birrificio del Moro di Pontremoli. Ed essendo il bar "Città di Aulla" un osservatorio privilegiato, di che cosa ci sarebbe bisogno per rilanciare il centro storico di Aulla? Alessandro Gazzoli non ha dubbi: «Bisogna iniziare dal riportarvi il mercato settimanale del sabato". Si apre alle 6,30 del mattino e si chiude alle ore 20 al bar “Città di Aulla”, orario che si prolunga fino anche a mezzanotte e l’una nei fine settimana, quando alcuni amici si riuniscono e vanno a trascorrere una serata in relax e allegria da Alessandro. «Fra una battuta e una barzelletta del Baga è facile fare le ore piccole» conclude Gazzoli. —
Gianluca Uberti
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