Il Tirreno

Pianeta escavazione 

Cave, dopo 90 anni anche a Massa ci sarà il regolamento sugli agri marmiferi

Manuela D'Angelo
Uno scorcio delle cave delle Apuane
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Uno scorcio delle cave delle Apuane

Persiani: finalmente Massa si adegua alle norme regionali. Ma Menchini (M5S): non se n’è parlato in commissione

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Il regolamento degli agri marmiferi del Comune di Massa e anche i Pabe, ovvero i piani attuativi dei bacini estrattivi, faldoni da centinaia di pagine, schede e progetti, sono pronti: gli uffici hanno terminato il lavoro, le carte stanno sulla scrivania del sindaco Francesco Persiani e aspettano pochi altri controlli, prima di un passaggio (poco più che formale) nelle commissioni interessate (Ambiente, Attività produttive, Urbanistica e Affari istituzionali) e dell’approvazione definitiva in consiglio comunale, prevista per la metà di novembre. In tempo, dunque, per lo scadere dei termini imposti dalla Regione, che entro il 31 dicembre vuole vedere regolamento e Pabe, conformi, ovviamente, con il suo piano regionale cave.

La notizia data dal sindaco Francesco Persiani è di quelle storiche: il Comune non ha mai avuto il regolamento degli agri marmiferi, previsto dal 1928 (dalla Legge Mineraria) il che significa, in pratica, che sulle cave massesi vigevano di fatto regole estensi, poi integrate con norme regionali. Atti definiti, quindi, anche se non è la prima volta che la politica annuncia il “tutto pronto” in tema di disciplina degli agri marmiferi. L’ultima volta fu l’ex assessore alle attività produttive Uilian Berti, e prima di lui molti altri ancora. E siamo arrivati ad oggi.

La materia è complessa, si parla di circa quattro milioni di metri cubi di marmo da scavare nei bacini estrattivi di Massa per i prossimi 20 anni, ed è per questo, di sicuro, che ce ne sono voluti 90 per portare a casa un risultato. Sempre che il consiglio approvi senza altri intoppi.

«Finalmente il Comune si adeguerà alle normative regionali- commenta il sindaco Persiani- e noi daremo una disciplina al mondo delle cave, che fino ad oggi non c’è stata. Nelle carte si stabiliscono le quantità che potranno essere escavate e le zone da escavare, ma queste quantità verranno stabilite negli anni anche in base ad un profilo di premialità per le aziende. I Pabe - continua il sindaco - che sono una specie di regolamento urbanistico declinato in chiave cave e lapideo, e che dureranno 10 anni, avranno prima di tutto la funzione di tutelare l’ambiente e definire come, dove e quanto andare a scavare». Che poi è quello che vuole la Regione Toscana: estrarre marmo senza impattare in maniera indiscriminata sulla natura e sul paesaggio. Il lavoro è stato per lo più tecnico: a “disegnare” i Pabe è stato un ente terzo, il Centro di geotecnologie dell’Università di Siena, per garantire imparzialità nella procedura rispetto agli imprenditori; la Regione ha poi assegnato la quota di escavazione al Comune di Massa (4,5 milioni di metri cubi nei prossimi 20 anni) da distribuire sui 9 bacini estrattivi, 17 cave attive. Di tutto questo (Regolamento Agri marmiferi, pronto ad andare in consiglio e seguito dai Pabe) le minoranze sembrano non saperne nulla: il consigliere del M5Stelle Paolo Menchini rivela di aver fatto richiesta di documentazione sui Pabe in commissione Ambiente più di un mese fa, e di non aver mai ricevuto risposta, né una calendarizzazione dell’argomento. Aveva anche chiesto, assieme ad altri colleghi, di chiarire quale commissione avrebbe dovuto stilare il regolamento, cioè di chi fosse la competenza, se degli Affari istituzionali, o delle Attività produttive. Ma non sono arrivate risposte.

«Noi dovremmo prendere coscienza del materiale - spiega - e discuterne insieme. Invece ci ritroveremo a votare a scatola chiusa, come al solito. Inoltre spero che prima o poi si affronti anche la questione del canone concessorio- conclude- su cui il Movimento ha presentato diversi atti in consiglio». —

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