Il presidio
«No al taglio dei pini Mettiamone di giovani al posto delle palme»
Opposizione all’annuncio del taglio di 10 piante su viale Colombo «Serve formare il personale alla manutenzione del verde»
carrara. Il sindaco Francesco De Pasquale annuncia il taglio di altri 10 pini su viale Colombo e Legambiente scende in battaglia: «Come abbiamo già sottolineato in passato, si tratta di una scelta non meditata, non opportuna in quanto si tratta di alberi sani, non malati o pericolanti e non condivisa con la popolazione della zona».
Per Legambiente quegli alberi sono intrecciati con la storia del territorio. «Nel nostro documento “Tagliare i pini o riqualificare le nostre alberature stradali?”, inviatole nell’agosto scorso le esponevamo le ragioni per cui la presenza dei pini in viale Colombo rappresenta un segno identitario, che deriva da profonde radici storiche e fitoclimatiche. Le pinete litoranee, infatti, originariamente piantate in epoca romana per ricavarne legname da navi, utilizzate poi nelle fasi di bonifica come fascia di protezione delle colture agrarie retrostanti, e sfruttate in seguito per l’industria dei pinoli, hanno costruito nei secoli un paesaggio vegetale nel quale le comunità delle aree litoranee toscane (e adriatiche) hanno finito per identificarsi. Oggi la copertura complessiva a pinete in Italia è stimata in circa 20.000 ettari, più della metà dei quali sono in Toscana (13.000 ettari). Per i turisti che scendono dall’Europa, le prime pinete incontrate sono dunque quelle toscane».
« I pini di viale Colombo, infatti, dicono al turista che sta entrando nel cuore, la Toscana, della patria, l’Italia, del pino domestico . Riteniamo perciò un terribile errore distruggere il valore identitario (oltreché paesaggistico) rappresentato da questo tipo di alberatura. Anzi, logica vorrebbe che nuovi pini giovani venissero messi a dimora in sostituzione delle attuali palme Washingtonia, come da noi richiesto nel documento inviatole», sostiene Legambiente.
Una volta risistemato il marciapiede, per contrastare in futuro il sollevamento delle radici dei pini e il dissesto della copertura, Legambiente suggerisce che su tutto il viale Colombo sia vietata la sosta delle auto e venga allargata generosamente l’aiuola continua longitudinale: «ciò eviterà la pressione sull’apparato radicale e il conseguente dissesto del marciapiede; quest'ultimo, sia pure ristretto, resterà comunque sufficientemente ampio per il passeggio pedonale», spiegano.
Bocciata anche la scelta dei platani in viale Vespucci: «Parecchia perplessità desta poi la sua intenzione di impiantare platani lungo viale Vespucci. È noto, infatti che il platano non sopporta bene l’aerosol salmastro, come evidenziato anche dall’aspetto sofferente della maggior parte degli esemplari che sono presenti su tale viale. Suggeriamo, come scelta più idonea, la tamerice, che lungo il mare ha il suo habitat, è presente lungo tutto il litorale apuo-versiliese e, se lasciata crescere evitando improvvide capitozzature, ha un aspetto gradevole. Nell’analizzare alcune delle alberature cittadine per la redazione dello studio citato, sono emerse, inoltre, problematiche varie che riguardano la condizione e la gestione del nostro patrimonio arboreo».
Quattro dunque le richieste di Legambiente: di rinunciare al taglio dei pini in viale Colombo;di prevedere la sostituzione delle palme Washingtonia, messe a dimora, con pini giovani; di predisporre un piano del verde urbano ricorrendo ad esperti di professionalità particolarmente elevata; di attivare immediatamente la formazione permanente del personale addetto alle pota-ture e alla manutenzione del verde pubblico.
«Ci auguriamo che la ragionevolezza di quanto esposto, possa farla riflettere e spingerla a riconsiderare delle scelte nate più da esigenze estemporanee ed emotive che da studi organici e scientifici», concludono invitando al dialogo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google