Il Tirreno

caso ici ai ronchi 

«La Cassazione si sbaglia, ricorrerò a Strasburgo»

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massa. Dopo che la Cassazione ha respinto il suo ricorso sulla vicenda per l’Ici sugli immobili, la professoressa Franca Leverotti interviene per specificare alcune cose: «La Cassazione si è limitata ad applicare il principio generale senza considerare la peculiarità del caso Ronchi Poveromo e del mio specifico, e, ignorando le mie due memorie e condividendo la ricostruzione di Master che ipotizza la proprietà di un lotto edificabile di 4.950 mq e di un secondo di 3.800 mq, conferma la decisione della Commissione tributaria regionale a pagare il minimo e non il massimo applicato dal Comune. Se la Cassazione avesse preso in esame la documentazione, e questo vale anche per le Commissioni Tributarie, avrebbe capito che siamo di fronte ad un clamoroso errore: quei terreni sono pertinenze che non dovevo dichiarare né graffare perché imposte dal Comune, quando nel 1972 per rilasciare la licenza edilizia di una casa bifamiliare ha preteso il vincolo di 8.480 mq alla Conservatoria dei Registri immobiliari, vincolo che per il Consiglio di Stato 3965/2015 “dà vita ad un rapporto pertinenziale permanente”».

Leverotti spiega la sua versione: «Nel secondo caso, quando si accatasta una casa rurale non si può graffarla ai terreni; non solo, il Comune impone che le case esistenti abbiano una pertinenza obbligatoria in ragione della loro dimensione e che non si possano frazionare le eccedenze: dunque ancora un terreno pertinenziale per obbligo del Comune. Che la situazione sia questa, sarà confermato a breve quando tutti potranno edificare su terreni di 3.000 mq e anche inferiori se si sceglierà di abbassare la dimensione dei lotti, tranne in questi due casi. Che mi si chiedano 72.000 euro come edificabili è ridicolo».

In ogni caso l’ambientalista non ha intenzione di fermarsi: «La Corte di Cassazione, non tenendo conto delle memorie, non ha preso atto neppure della retromarcia di Master che avevo allegato, e questo mi costringe a segnalare questa sentenza nelle sedi opportune e a rivolgermi alla Corte di Strasburgo per tutelare i miei diritti». Questo per me significa danneggiare il cittadino, ma evidentemente sono una cittadina speciale, perché ci sono decine e decine di proprietari che accettano passivamente che il Comune non rispetti la normativa su come calcolare i valori Imu, cittadini che hanno presentato anche da 30 anni richiesta per una licenza edilizia e sono pazientemente ad aspettare il miracolo». —

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