Il Tirreno

«Insisto, il nostro Castello non è la sede per la donazione di Silva»

replica dello storico franco frediani al critico massimo bertozzi 

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MASSA. «Il recente intervento di Massimo Bertozzi sulle sculture africane donate da Julio Silva - scrive in una nota lo storico Franco Frediani, in riferimento alla collezione che fu oggetto di una mostra e poi donata dal grande artista argentino, che vive pre sei mesi l’anno a Parigi e pre sei mesi a Torano - mi induce a cortese replica. Il critico d’arte giudica infatti “futili e inopportune le considerazioni” affermando inoltre che “di quello che non si sa è meglio tacere”. Allora è bene precisare, nuovamente, perché chi non intende non vuol intendere, che nè il sottoscritto, nè Italia Nostra, ci siamo permessi di giudicare le opere (compito che spetta agli esperti in materia) non essendo questo il nostro mestiere, ma semplicemente siamo contrari a che il Castello diventi sede permanente di tale collezione». «Il Castello - aggiunge - come la stragrande maggioranza dei castelli (quello di Ferrara da me recentemente visitato ne è un esempio) deve raccontarsi e raccontare prima di tutto la propria storia e quella dei suoi abitanti, dalle origini in poi avvalendosi di materiale d’archivio, mappe, documenti ecc, esposti in pannelli esplicativi e avvalendosi dei moderni mezzi multimediali. Il visitatore dovrebbe uscire dal nostro Castello avendo appreso la nostra storia e non ammirato quella africana, seppur bellissima e rispettabilissima. Tra l’altro - prosegue nella sua nota Frediani - turisticamente, dubitiamo sul valore aggiunto che potrebbe arrecare al nostro territorio. L’esempio poi del castello Sforzesco è del tutto fuori luogo vuoi per l’importanza del sito, vuoi per le numerose sale di cui dispone che, oltre alla storia del territorio, ospitano una serie di Musei collaterali da quello Michelangiolesco a quelli Leonardesco, Archeologico, Egizio ecc. Il nostro è privo di tali spazi, disponendo praticamente di un’unica grande sala espositiva. E da questa bisognerebbe cominciare. Le spese di allestimento della mostra e di messa in sicurezza, destiniamole a dar vita a quel percorso di valorizzazione più sopra detto. Che la collezione generosamente donata da Silva trovi dunque altra collocazione».

Non solo: «Quanto ai bambini che disegnano la testa di elefante educhiamoli prima di tutto alla nostra storia che dovrebbe essere resa materia obbligatoria e dedicarle almeno un’ora a settimana. Infine, mi sia consentita una ultima osservazione là dove Massimo Bertozzi, a proposito delle condizioni del castello, afferma che “nessuno fa niente perché nessuno ha ovviamente niente da fare”. Ecco, mi chiedo come mai lui si senta escluso da questa categoria sebbene per anni abbia ricoperto un ruolo importante e in certi casi determinante, nella amministrazione pubblica della nostra città», conclude Frediani. —

R.M.

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