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Tornano le detenute attrici: il recupero comincia sul palco

Riccardo Sordi
Tornano le detenute attrici: il recupero comincia sul palco

Le ragazze del Centro minorile recitano “Effi, storia di una figlia e di una madre”. Al “Sismondo” un progetto che ha coinvolto anche gli studenti del Belmesseri  

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PONTREMOLI. “L'istituto penale come scuola per rinascere alla vita nella società”. Sono le parole usate dalla sindaca Lucia Baracchini per raccontare lo spirito del percorso artistico-formativo "Saran rose e fioriranno" il progetto teatrale (nato nel 2013) che coinvolge le detenute dell'istituto penale minorile femminile di Pontremoli. E che vedrà divenire operativa la sua sesta tappa, da giovedì 17 a sabato 19 prossimi alle 21 con la rappresentazione dello spettacolo “Effi – storia di una figlia e di una madre” (tratto dal romanzo di Theodore Fontane) al centro giovanile “Giovanni Sismondo”.

Uno spettacolo che è stato presentato ieri mattina nella sede dell’istituto alla presenza dell’onorevole, Cosimo Maria Ferri, del direttore dell’istituto penale Mario Abrate, del sindaco, del regista dello spettacolo Paolo Billi e del parroco don Pietro Pratolongo (responsabile del centro giovanile “Sismondo”). Uno spettacolo che mette al centro del lavoro il rapporto conflittuale tra madre e figlia. «L’anno passato abbiamo indagato sul rapporto tra padre e figlia, stavolta lo abbiamo declinato nel versante materno», ha raccontato Belli, iniziativa che non si è fatta fermare dalla mancanza di agibilità del teatro della Rosa, solitamente location dell’iniziativa «abbiamo preso questo intoppo, come una nuova possibilità. E quindi useremo il salone del Centro giovanile come un grande spazio scenico e le ragazze saranno sul palco a contatto con gli spettatori, senza sipario né dietro le quinte».

Saranno cinque le ragazze dell’istituto impegnate nella rappresentazione (sulle dieci totali, ma con una attrice che era uscita dall’istituto e che ha mantenuto la voglia di partecipare al progetto) ma il momento dello spettacolo è stato preceduto da un ampio lavoro (scenografia, sartoria, etc) che coinvolto le ragazze ma anche la comunità pontremolese, simbolo del rapporto diretto che c’è tra la struttura e la città, come evidenziato dal direttore Abrate. Confermato anche quest’anno il lavoro comune nella fase di scrittura del testo (a cura di Filippo Milani) tra le ragazze dell’istituto penale e i giovani frequentanti le scuole superiori dell’istituto “Belmesseri” e a testimonianza di questa sinergia alcuni “scrittori” che erano presenti alla presentazione dell’iniziativa ed incalzati dall’onorevole Ferri, nella veste anche di “stimolatore”, hanno raccontato momenti della loro esperienza a fianco alle giovani detenute.

Ed è stato poi proprio il deputato a tirare le fila della mattinata, partendo dal ringraziare tutte le associazioni coinvolte (oltre a quelle già citate, il Centro Teatro del Pratello, la Regione Toscana, lo stesso Comune di Pontremoli e il Centro Giovanile) «In questi anni – ha detto – è cresciuto il numero dei volontari che offrono il loro apporto alla struttura e tanti di loro sono giovani. Non era scontato, e segnala di un rapporto importante tra l’istituto e la città». Per prenotarsi alla serata: 333/1679211, o cg.pontremoli@gmail.com. Il costo del biglietto è di euro 10. L'incasso andrà devoluto a sostegno delle ragazze dell'Istituto. —


 

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