Il presidio
Tornano le detenute attrici: il recupero comincia sul palco
Le ragazze del Centro minorile recitano “Effi, storia di una figlia e di una madre”. Al “Sismondo” un progetto che ha coinvolto anche gli studenti del Belmesseri
PONTREMOLI. “L'istituto penale come scuola per rinascere alla vita nella società”. Sono le parole usate dalla sindaca Lucia Baracchini per raccontare lo spirito del percorso artistico-formativo "Saran rose e fioriranno" il progetto teatrale (nato nel 2013) che coinvolge le detenute dell'istituto penale minorile femminile di Pontremoli. E che vedrà divenire operativa la sua sesta tappa, da giovedì 17 a sabato 19 prossimi alle 21 con la rappresentazione dello spettacolo “Effi – storia di una figlia e di una madre” (tratto dal romanzo di Theodore Fontane) al centro giovanile “Giovanni Sismondo”.
Uno spettacolo che è stato presentato ieri mattina nella sede dell’istituto alla presenza dell’onorevole, Cosimo Maria Ferri, del direttore dell’istituto penale Mario Abrate, del sindaco, del regista dello spettacolo Paolo Billi e del parroco don Pietro Pratolongo (responsabile del centro giovanile “Sismondo”). Uno spettacolo che mette al centro del lavoro il rapporto conflittuale tra madre e figlia. «L’anno passato abbiamo indagato sul rapporto tra padre e figlia, stavolta lo abbiamo declinato nel versante materno», ha raccontato Belli, iniziativa che non si è fatta fermare dalla mancanza di agibilità del teatro della Rosa, solitamente location dell’iniziativa «abbiamo preso questo intoppo, come una nuova possibilità. E quindi useremo il salone del Centro giovanile come un grande spazio scenico e le ragazze saranno sul palco a contatto con gli spettatori, senza sipario né dietro le quinte».
Saranno cinque le ragazze dell’istituto impegnate nella rappresentazione (sulle dieci totali, ma con una attrice che era uscita dall’istituto e che ha mantenuto la voglia di partecipare al progetto) ma il momento dello spettacolo è stato preceduto da un ampio lavoro (scenografia, sartoria, etc) che coinvolto le ragazze ma anche la comunità pontremolese, simbolo del rapporto diretto che c’è tra la struttura e la città, come evidenziato dal direttore Abrate. Confermato anche quest’anno il lavoro comune nella fase di scrittura del testo (a cura di Filippo Milani) tra le ragazze dell’istituto penale e i giovani frequentanti le scuole superiori dell’istituto “Belmesseri” e a testimonianza di questa sinergia alcuni “scrittori” che erano presenti alla presentazione dell’iniziativa ed incalzati dall’onorevole Ferri, nella veste anche di “stimolatore”, hanno raccontato momenti della loro esperienza a fianco alle giovani detenute.
Ed è stato poi proprio il deputato a tirare le fila della mattinata, partendo dal ringraziare tutte le associazioni coinvolte (oltre a quelle già citate, il Centro Teatro del Pratello, la Regione Toscana, lo stesso Comune di Pontremoli e il Centro Giovanile) «In questi anni – ha detto – è cresciuto il numero dei volontari che offrono il loro apporto alla struttura e tanti di loro sono giovani. Non era scontato, e segnala di un rapporto importante tra l’istituto e la città». Per prenotarsi alla serata: 333/1679211, o cg.pontremoli@gmail.com. Il costo del biglietto è di euro 10. L'incasso andrà devoluto a sostegno delle ragazze dell'Istituto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
