Manfredi: «Non è certo che tutti i dottori possano essere rimpiazzati»
Il presidente dell’Ordine dà la colpa al numero basso dei posti disponibili nei corsi di specializzazione in Medicina generale
massa-carrara. Sono tanti o pochi gli oltre venti medici di famiglia che andranno in pensione nei prossimi due anni sul territorio? Le graduatorie in vigore consentono le puntuali sostituzioni per non mandare in sofferenza il servizio e provocare disagi alla cittadinanza? Per il dottor Carlo Manfredi, presidente dell’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Massa-Carrara, «il numero indicato è quello previsto». Nonostante questo, «al momento non è possibile fare previsioni certe sulla possibilità che tutti i medici di famiglia che andranno in pensione nei prossimi due anni saranno sostituiti, anche se le attuali graduatorie sulla carta sembrano dare garanzie in tal senso, ma bisognerà vedere quanti di coloro che sono inseriti accetteranno gli incarichi».
Insomma qualche problema c’è, avverte il numero uno dei dottori in provincia. Il problema non nasce qui e ora, ma sta alla base, ovvero nel momento dell’accesso alla professione. Argomenta sul punto Manfredi: «Per fare il medico di famiglia bisogna aver completato il corso di formazione in Medicina generale dopo la laurea (che ha la durata di tre anni, nda). Il numero dei posti disponibili, così come quello per le specializzazioni che permettono di essere assunti negli ospedali pubblici, è stato negli ultimi anni sempre troppo basso rispetto al numero dei laureati usciti dall’università. Quindi potrebbe mancare un numero di medici, con i titoli necessari, sufficiente a rimpiazzare coloro che vanno in pensione». A questo si aggiunge anche la questione del numero chiuso, sia per l’accesso al primo ciclo universiario in Medicina, sia per l’accesso ai corsi di specializzazione. Dunque non carenza di domande, anzi, ma limiti all’ingresso nella professione. Vale per i medici di famiglia come per le altre specializzazioni.
E come si trova soluzione a questa “falla” nel sistema dei rapporti università-mondo del lavoro? Secondo il presidente dell’Ordine dei medici di Massa-Carrara, «è un problema al quale si può dare una soluzione aumentando il numero delle borse annuali per le specializzazioni. Altrimenti mancheranno medici che abbiano completato l’obbligatorio percorso formativo». —
L.S.
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