Il Tirreno

Gli sequestrano 330 gioielli, ma 12 non si trovano più

Gli sequestrano 330 gioielli, ma 12 non si trovano più

L'uomo, un piccolo imprenditore massese, era stato oggetto di una indagine poi archiviata

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MASSA. Gli sequestrano centinaia di gioielli, ma al momento della restituzione - sostiene un piccolo imprenditore massese - gliene mancano 12. Tutto comincia nel 2014 quando lui finisce nel mirino della Procura. Gli inquirenti sospettano, infatti, che in casa detenga illegalmente diverse armi. E il testo unico sulla sicurezza, in casi come questi, parla chiaro: consente la perquisizione per verificare se le armi ci siano davvero e dove, eventualmente, siano state nascoste.

La perquisizione, infatti, scatta e i carabinieri si presentano a casa dell’imprenditore. Durante la perquisizione, diversamente da quanto previsto, non trovano fucili o pistole. Trovano invece tantissimi gioielli. Non qualche collanina, i classici pensieri da Prima Comunione o l’anello di fidanzamento regalato alla moglie, ma decine e decine di preziosi. Trecentotrenta in totale. Alcuni in oro massiccio, alcuni di antiquariato, alcuni meno “importanti”, oggetti di bigiotteria, seppure di ottima fattura. Per gli inquirenti a quel punto c’è il dubbio che i gioielli siano provento - per dirla con il linguaggio degli addetti ai lavori - di attività illegali. Scatta quindi il sequestro di tutti e 330.

L’imprenditore si affida a due avvocati e i legali seguono direttamente anche le operazioni di verbalizzazione che fanno seguito al sequestro. Chiedono, infatti, ai carabinieri che ogni singolo oggetto venga numerato e fotografato con relativa verbalizzazione. Una lunga e complessa procedura. Quei gioielli vengono quindi mostrati a parecchie persone, persone che hanno denunciato furti nei periodi precedenti e che hanno indicato tra gli oggetti rubati, gioielli simili a quelli ritrovati in casa del piccolo imprenditore massese. Nessuno però - da quanto emerge - identifica i suoi preziosi tra i 330 mostrati.

Parallelamente proseguono le indagini a carico dell’imprenditore massese sia per l’ipotesi di detenzione delle armi sia per i gioielli ritrovati a casa sua. L’inchiesta va avanti per un anno, poi la procura chiede - e ottiene - l’archiviazione.

Tutti i gioielli sequestrati, a quel punto, devono ritornare nella mani del legittimo proprietario: il piccolo imprenditore viene quindi contattato per la restituzione di anelli, collane, bracciali. Ma quando ritira i preziosi, alla presenza del legale, si accorge che ne mancano una dozzina. Sono tutti stati fotografati, sono stati tutti quanti numerati e descritti accuratamente, ma dodici - spiega l’uomo ai militari - non ci sono.

A quel punto il piccolo imprenditore avrebbe deciso di tutelarsi facendo presente l’accaduto al ministero della difesa e chiedendo di essere risarcito per i gioielli che non gli sono stati restituiti.

Una vicenda molto delicata, emersa in questi giorni e un piccolo imprenditore che ritiene gli manchi una dozzina degli oltre 330 gioielli che sono stati oggetto di sequestro. —
 

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