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Assolto l’ex sindaco Valenti imputato di diffamazione dopo l’esplosione Snam

Cristiano Borghini
Assolto l’ex sindaco Valenti imputato di diffamazione dopo l’esplosione Snam

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TRESANA. La tragica esplosione della conduttura di metano Snam a Pian di Molino, avvenuta il 18 gennaio 2012 causò la morte di un giovane operaio e il ferimento di suoi due colleghi, devastò letteralmente la zona circostante la stazione di smistamento, con danni irreversibili alle case ed alle stalle vicine. L’episodio ha lasciato anche strascichi giudiziari, per accertare responsabilità ed eventuali omissioni. E aveva lasciato anche un processo per diffamazione aggravata contro l’allora sindaco Oriano Valenti. Chiuso adesso con la sentenza della Corte D’Appello di Genova, che ha assolto con formula piena, in quanto “il fatto non sussiste”, l’ex primo cittadino.. Durante un'assemblea pubblica nei giorni successivi all’incidente, Valenti aveva risposto ad una cittadina dicendole: “Le sue frasi sono fuorvianti e deliranti”. Da quella seconda parola, deliranti, la donna si è sentita offesa e ha querelato Valenti, portandolo a processo. Nei giorni scorsi, il proscioglimento di secondo grado. «Dopo 7 anni di calvario, si è concluso con la assoluzione piena il procedimento instaurato nei miei confronti a seguito di una querela per diffamazione aggravata presentata da una mia concittadina. La Corte d’Appello di Genova, mi ha assolto perché il fatto non sussiste» racconta Oriano Valenti. Il quale aggiunge: «Ci sono volute 9 udienze, tra 1° e 2° grado, per porre fine a una vicenda che non meritavo; subito dopo lo scoppio mi sono impegnato intensamente a fianco di tutti i concittadini, nessuno escluso. Le pagine dei giornali di quei giorni ne sono una testimonianza».

Valenti racconta i sentimenti che sono emersi in questo lungo processo: «Ho dovuto affrontare un lungo ed estenuante iter processuale, pur con la serenità e la certezza di non aver fatto torti a nessuno e sapendo di aver fatto tutto il possibile per aiutare i miei concittadini in quei difficili momenti. Avrei potuto scegliere altre più facili vie, cedere alla tentazione di soluzioni extra-processuali, ma ho voluto il dibattimento in aula, per dimostrare pienamente le mie ragioni. Ringrazio pubblicamente il mio legale, l’avvocato Francesco Spina del Foro di Lucca, per la competenza e la professionalità con cui mi ha assistito in questi anni. È vero quel che si dice: il tempo è galantuomo e la verità, alla lunga, viene sempre fuori». —

Cristiano Borghini

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