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protesta il sindacato per la casa usb 

Sfrattati con una figlia a carico Hanno due settimane di tempo

Camilla Palagi
Sfrattati con una figlia a carico Hanno due settimane di tempo

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Sotto sfratto perché non riescono a sostenere i costi dell'affitto. Un uomo, una donna e la loro figlia, il sette ottobre dovranno lasciare la casa in cui hanno abitato per 12 anni. Avranno tredici giorni a disposizione per fare i bagagli e raccogliere le proprie cose, questo è infatti l'esito dell'incontro che si è tenuto ieri mattina tra l'ufficiale giudiziario, la famiglia in questione e una delegazione dell'Unione sindacale di base, sezione Asia per la difesa del diritto all'abitazione. I proprietari dell'edificio, una casetta indipendente che si trova a Massa, hanno chiesto l'esecuzione immediata dello sfratto.

«Abbiamo chiesto un mese per togliere il mobilio e trovare una soluzione alternativa – spiega il sindacato – i proprietari di casa hanno chiesto però l'esecuzione immediata così ci hanno dato due settimane di tempo: il sette di ottobre la famiglia dovrà fare i bagagli».

La coppia spiega che con la crisi immobiliare del 2008 ha visto fallire nel giro di poco tempo la ditta edile che gli consentiva di lavorare. Oggi, i due tirano avanti grazie ad una piccola busta paga a carico della donna e al reddito di cittadinanza che spetta di diritto all'uomo. La figlia, 24 anni, studia all'Università di Pisa dove ha vinto una borsa di studio.

«Crediamo che le politiche abitative messe in piedi negli ultimi anni siano fallimentari perché mirano a tappare i buchi di un'emergenza che esiste e che ogni volta che si presenta fa scattare manovre emergenziali», spiega Elia Buffa dell'Usb. «La risposta delle istituzioni è sempre una struttura provvisoria, edifici inadeguati, che comportano anche la spesa di fondi pubblici verso soggetti privati: non c'è mai stati un piano a lungo termine di recupero di strutture di proprietà pubblica e oggi sappiamo che ci sono 50 edifici non utilizzati in stato di abbandono. Trovare un affitto sostenibile, senza garanzie e salario, è un'impresa, soprattutto con un mercato reso tossico dagli affitti stagionali, questo dovrebbe essere il dato di partenza per chi vuole gestire la città. Eppure, mentre il bando per le case popolari è fermo, la costruzione degli alloggi al Mattatoio è ferma, mentre l'amministrazione continua, nonostante la campagna elettorale, a sovvenzionare strutture indecenti e private, diverse famiglie vivono lo sfratto. Ci sembra assurdo che al contempo spazi come la Banca d'italia restino vuoti». —

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