Il Tirreno

«Sindaco, piantiamo 62mila alberi a Carrara»

Camilla Palagi
«Sindaco, piantiamo 62mila alberi a Carrara»

Linda e Samuele sono tra gli animatori del movimento ambientalista apuano «Alla politica chiediamo atti. È ora di fermare la devastazione delle montagne» 

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Si chiamano Linda Paternò e Samuele Falcone, hanno rispettivamente 28 e 21 anni e fanno entrambi parte del gruppo di Carrara del Fridays For Future, il movimento internazionale di protesta contro il riscaldamento globale che utilizza lo sciopero scolastico come strumento per rivendicare politiche di cambiamento nella società. Temi grandi, complessi, che diventano battaglie ancora più difficili da portare avanti se declinate sul piano locale.

Eppure di mese in mese il gruppo cresce e nonostante sia nato nel mondo virtuale, grazie ad uno scambio di messaggi via social, oggi vanta decine e decine di iscritti intenzionati a far sentire la propria voce. E a cambiare le carte in tavola, perché, spiegano, in ballo c'è il loro futuro.

Linda, che cosa chiedete agli amministratori locali? «Atti. Vogliamo risposte immediate perché ogni giorno che passa la situazione si aggrava. Durante il primo Fridays For Future a Carrara abbiamo chiesto al sindaco di dichiarare lo stato di emergenza climatica, una richiesta che è stata accolta. Durante il secondo abbiamo proposto all'amministrazione di bandire l'utilizzo della plastica, e anche questa richiesta è stata accolta. Ora, dopo una estate dai connotati agghiaccianti, dove abbiamo visto bruciare Siberia, Indonesia e Africa, sciogliersi il ghiacciaio del Monte Bianco, e scatenarsi uragani senza precedenti su vari territori del mondo, insistiamo su una azione significativa in termini di abbattimenti della CO2 grazie agli strumenti a disposizione della natura, gli alberi. Vorremmo che l'amministrazione si impegnasse a piantare tanti alberi quanti sono i cittadini di Carrara. Nel documento che abbiamo elaborato chiediamo al Presidente del Consiglio di promuovere l’impegno del sindaco nella piantumazione di 62.285 alberi in aree compatibili con la loro sopravvivenza e sicurezza, da pianificare per i prossimi dieci anni secondo normative, prassi botaniche e procedure vigenti. E alla cittadinanza tutta di impegnarsi nel piantare nuovi alberi, presso il loro verde privato, ove possibile ed in sicurezza, e di destinare ogni piccolo terreno non fruibile diversamente, alla piantumazione di alberi, anche in collaborazione con il comune stesso».

Samuele, che cosa intendente per “attuare politiche di cambiamento”?

«Penso che la politica si faccia tutti i giorni, anche con le scelte quotidiane: ogni gesto e ogni parola è politica. Fare la raccolta differenziata, lo è. Rispondere a una richiesta di aiuto, lo è. Credo che sia stata molto importante la nascita di questo movimento per sensibilizzare le persone su una questione che è sotto gli occhi di tutti, ma che molti ignorano. Perché tutto influisce sul riscaldamento climatico. Ma non tocca solo al singolo, anzi. È una questione da affrontare sopratutto per chi ha il potere di cambiare le cose: i rappresentanti delle istituzioni».

Se tu avessi questo potere, il potere di cambiare le cose, che cosa cambieresti subito?

«Del territorio di Carrara fermerei la devastazione delle montagne perché è logico che porta grande inquinamento, sia a livello ambientale e paesaggistico che sul piano delle emissioni di Co2. Gli strumenti utilizzati per l'estrazione del marmo sono inquinanti, così come tutto quello che ci sta dietro. I nostri fiumi sono inquinati e il consumo ulteriore di energia per depurare le acque produce inquinamento. È una catena che andrebbe spezzata e possibilmente all'origine perché spezzando la catena alla fine continuerà ad allungarsi. E non ci sono tempi per farla a pezzi piano piano».

Linda cosa pensi del fatto che mentre Carrara ha dichiarato lo stato di emergenza climatica, Massa non lo ha ancora fatto?

«Penso che ci sia bisogno di un movimento Fridays For Future Massa. Sarebbe bello se nascesse. Per il momento i ragazzi e le ragazze di Massa si sono aggregati al nostro gruppo. Ma in futuro chissà».

Perché secondo voi è importante manifestare per il clima?

«Perché è una questione che ci riguarda veramente tutti e perché è un'emergenza. Dobbiamo adottare stili di vita diversi e lo dobbiamo fare al più presto. Serve una presa di coscienza. Per quanto ci riguarda siamo un movimento apartitico e aperto. Quindi chiunque voglia unirsi è il benvenuto».

E secondo te, Samuele?

«Dovremmo ricordaci che ogni altra cosa sarà inutile se non ci batteremo per il clima. Possiamo lottare ogni giorno nella quotidianità per le nostre cose, ma non potremo fare niente in futuro se non cambieremo la direzione presa. Nel nostro piccolo possiamo partire dalla scelta di prodotti plastic free e dall'utilizzo di mezzi pubblici e biciclette. Poi serve la politica». —

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