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Rifiuti a Massa, ne produciamo 810 chili a testa ma per la differenziata siamo maglia nera

Chiara Sillicani
Rifiuti a Massa, ne produciamo 810 chili a testa ma per la differenziata siamo maglia nera

E i cittadini segnalano cumuli di sacchetti e cassonetti strapieni. Porzano: il porta a porta non funziona, nel 2020 la svolta

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MASSA. L’amministratore unico di Asmiu, Lorenzo Porzano, assicura che la situazione è sotto controllo, che le attività soddisfatte - balneari in primis - sono tantissime, che rispetto a due settimane fa la raccolta dei rifiuti ha avuto una bella accelerata.

I cittadini, però - la medaglia ha sempre due facce - non la vedono proprio così e da settimane ci inviano fotografie che immortalano cumuli di rifiuti, sudicio abbandonato, cassonetti strabordanti. A vincere la gara del cumulo più alto è stata via Dorsale: la Ricicleria è chiusa, ma davanti all’ingresso gli ingombranti hanno “disegnato” una bella pila . Torre di cose che non servono più.

Qualsiasi faccia della medaglia si guardi - quella di Asmiu o quella del cittadino - un’evidenza rimane: in quel di Massa i rifiuti sono un problema. E lo sono perché questa città, storicamente, ne produce tantissimi e ne differenzia molto pochi. Sì perché se, quando si tratta di rifiuti pro capite, ci conquistiamo le prime posizioni - e non è motivo di orgoglio - quando si tratta di differenziare per riciclare e recuperare, indossiamo invece la maglia nera in provincia. Tra i peggiori della classe in Regione. Se in Italia in media - e a fornire il dato è lo stesso Porzano- il cittadino produce 350 chilogrammi di spazzatura l’anno, i massesi nella produzione di sudicio sono imbattibili: 810 chilogrammi ciascuno ogni 12 mesi. Vero che dalle nostre parti ci sono le seconde case che contribuiscono alla produzione, altrettanto vero che Massa non è l’unica città turistica in Italia e di dati così alti ce ne sono davvero pochi.

Spazzatura su spazzatura che non differenziamo: secondo i dati del 2017 pubblicati sul sito di Arrr, l’agenzia regionale recupero risorse la percentuale di rifiuto differenziato, due anni fa, era del 32,63% contro una media regionale del 53,89%. Ultimi in Provincia, nonostante un continuo aumento della raccolta differenziata registrato rispetto agli anni precedenti (nel 2016 eravamo al 29%) . In lunigiana, infatti, la differenziata nel 2017 era tra il 70 e l’80%, oltre l’83% nel comune di Casola. Montignoso raggiungeva e superava il 60%, Carrara sfiorava il 40%. Per incentivare la differenziata la precedente amministrazione ha inaugurato la raccolta porta a porta. Che adesso la nuova amministrazione intende abbandonare. Lo conferma Porzano:«Il dato sulla differenziata oggi non è ancora definitivo, ma si attesta, nonostante manchino ancora alcuni rifiuti al calcolo, intorno al 29%. Certo , rispetto al passato - assicura - differenziamo di più». Comunque siamo indietro.

Per Porzano il colpo di grazia lo ha dato il porta a porta “a macchia di leopardo”, vale a dire solo in alcune zone della città: «Dobbiamo ammettere che differenziare è una rottura , considerato anche che ci sono giorni e ore specifiche in cui conferire. Molti, quindi, la spazzatura vanno a gettarla nelle zone in cui il porta a porta non c’è». E per Porzano la dimostrazione sta nei numeri: «A fronte degli oltre 800 kg di rifiuti prodotti in media da ciascun massese, nelle aree coperte dal porta a porta la produzione scende a 110 kg l’anno».

La ricetta Porzano è dire addio al porta a porta per rintrodurre i cassonetti. Lui non lo chiama “ritorno al passato”, ma “raccolta di prossimità”:«Si conferisce con tessera, in bidoni distinti per tipologia di rifiuto, ma senza giorni e ore. Il porta a porta rimarrà in vigore per attività commerciali e aziende». L’amministratore assicura che la svolta arriverà nel 2020, nel secondo anno del suo mandato. La speranza è che il nuovo sistema possa incrementare - e non ridurre - la differenziata e consentire alla città di dire addio a cumuli di sudicio e a cassonetti strapieni. —

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