Italia
Monoblocco, «no alla demolizione» E intanto oggi presidio sotto il Comune
Per l’associazione «costruire una struttura di appena 6.000 mq (contro i 16.000 attuali) significa penalizzare i servizi»
CARRARA. Anche Legambiente dice “no” all'abbattimento del Monoblocco e insiste sulla messa a norma e ristrutturazione. La sfilza di reazioni sulla vicenda dell'edificio carrarese prosegue con la sezione apuana dell'associazione che si aggiunge alla lista dei contrari alla completa demolizione della struttura sanitaria.
Oggi alle 14 ci sarà il primo di una serie di incontri tra i vertici dell'Asl Toscana Nord Ovest e l'amministrazione comunale di Carrara. Al centro del tavolo tecnico – con i primari, questa volta – il futuro del Monoblocco di Carrara. Incontri a cui aveva aperto nei giorni scorsi la direttrice generale dell'azienda sanitaria, Letizia Casani. Una maggiore partecipazione per discutere di un tema molto sentito dalla collettività. E sempre oggi, contemporaneamente alla prima riunione, fuori scatta la protesta, le ragioni dei “no” alla demolizione con il comitato “Primo Soccorso e Urgenza” pronto a scendere in piazza davanti a Palazzo Civico con il Comitato salute pubblica.
Legambiente: “Nessuno studio”.
E allora, sul tema come detto, si è espressa anche Legambiente con una lettera indirizzata direttamente al sindaco Francesco De Pasquale. «Da mesi ormai, dopo la proposta avanzata dalla Regione e dai vertici Asl di demolire il Monoblocco (16 mila mq), per costruire un nuovo presidio sanitario (di appena 5-6 mila mq) nell’area prospiciente, si dibatte sul futuro del Centro Polispecialistico di Carrara – ripercorre l’associazione ambientalista – le motivazioni addotte per la demolizione sono sostanzialmente il fatto che l’edificio non rispetta le norme antisismiche (che all’epoca in cui fu costruito non esistevano) e non meglio precisati motivi strutturali. Nonostante tale situazione fosse già nota alla Asl e all’ente locale fin dal 2009, in questi anni, tuttavia, soprattutto prima della costruzione dell’Ospedale Apuano, il Monoblocco ha visto vari interventi di ristrutturazione e manutenzione, senza che mai si parlasse di demolizione», continuano.
Insomma, fanno notare, «al momento non è stato reso pubblico alcuno studio dettagliato sulle proposte di Asl né tanto meno alcuno studio comparato sui costi della demolizione/ricostruzione rispetto alla ristrutturazione e messa a norma dell’edificio». Ecco perché, sostengono, «se tali studi esistono, chiediamo che siano messi a disposizione dei comitati e della cittadinanza in modo che sia possibile ragionare su dati certi. Siamo altresì convinti che, con la tecnologia attuale, sia possibile ristrutturare e mettere a norma qualsiasi stabile, specie se costruito in tempi recenti».
C'è di più, per Legambiente per dire “no” alla demolizione con la conseguente ricostruzione ex novo: «Il Monoblocco, che già adesso vede al suo interno diversi servizi utili all’intera provincia (day hospital oncologico, day hospital chirurgico, oculistica, radiologia), potrebbe diventare sede anche della Casa della Salute di Carrara, purtroppo mai decollata, con ambulatori dei medici di famiglia, ambulatori specialistici, servizi sociali, punto di primo soccorso, ospedale di comunità. Tutte queste attività sarebbe impossibile inserirle in una struttura di appena 6 mila mq (circa un terzo dell’attuale). La proposta di Asl comporterebbe pertanto una mera riduzione di servizi e una penalizzazione per l’intera città e provincia; facendo un ulteriore regalo alla sanità privata», sottolineano. Per questo chiedono al sindaco di pronunciarsi a favore della ristrutturazione (elaborando un'analisi ad hoc), e di rendere pubblici gli studi sulla vicenda prodotti. Oggi alle 14 il via al presidio.
Mentre nelle sale di piazza Due Giugno si svolgerà il primo incontro sul tema con i primari (a cui faranno seguito altri incontri con i soggetti interessati), fuori davanti al Comune comitati e cittadini scenderanno in piazza per rimarcare il loro “no” alla demolizione e alla ricostruzione dell'edificio, chiedendo invece di propendere verso la soluzione della messa a norma della struttura esistente. Ricordiamo che la protesta è nata dal divieto ai comitati di partecipare alla prima riunione.
Il sindaco di Carrara De Pasquale ha poi rassicurato che ci saranno incontri aperti a tutte le parti in causa sulla questione. —
Luca Barbieri
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