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Semaforo “della passione”: parte una raccolta firme

Gianluca Uberti
Semaforo “della passione”: parte una raccolta firme

Il senso unico alternato “provvisorio” sulla Cisa ha compiuto 18 mesi ma i lavori non sono ancora partiti. Cresce l’esasperazione e in tanti passano con il rosso

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AULLA. L'esasperazione dei tanti automobilisti pendolari, costretti a code snervanti, per il semaforo presente da più di un anno e mezzo sulle Lame di Aulla, alla fine, non è rimasta inascoltata. Infatti, la sezione Aulla - Lunigiana dell'associazione Europea Consumatori Indipendenti (Aeci) ha lanciato, da pochi giorni, una raccolta di firme contro l'Anas per la situazione non più sostenibile che si è creata sulla strada statale 62 della Cisa prima della frazione aullese di Stadano. È possibile firmare presso la sede aullese dell'Aeci, in via Anacarsi Nardi 20, nei seguenti orari: dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15,30 alle ore 18.

L'avvio della petizione è stato preceduto da una mail indirizzata all'Anas della Toscana, in cui il presidente della sezione Aulla - Lunigiana dell'Aeci Luigi Filippi, fa presente, innanzitutto, che a inizio marzo 2020 saranno trascorsi due anni dalla installazione del semaforo: «Stiamo assistendo - prosegue Filippi - ad un assenteismo a dir poco indecoroso e, nonostante la gravità della situazione, ben documentata nelle foto che si allegano, ancora stiamo aspettando vostri provvedimenti concreti, prima che sia troppo tardi. Sia nelle giornate lavorative che in quelle festive si creano code chilometriche, sia in andata che in ritorno. Riteniamo deprecabile e vergognosa una situazione simile, tant'è che l'ente preposto non ha ancora comunicato provvedimenti e tempi. Rimaniamo a disposizione per ogni vostra eventuale comunicazione - conclude il presidente della sezione Aulla - Lunigiana dell'AECI - e confidiamo in una presa di coscienza veloce e fattiva».

Ora si attendono reazioni, che appaiono doverose, da parte dell'Anas. Nel frattempo, è bene ribadire che è da un anno e mezzo che se ne sta placido e indisturbato il semaforo prima di Stadano. Di lavori per sistemare lo smottamento che si è verificato al di sotto della sede stradale, un movimento causato dall'azione incessante del fiume Magra, non se ne vedono ancora. In compenso, la sensazione che la crepa presente sull'asfalto si stia lentamente ma inesorabilmente allargando è reale e gli automobilisti sono sempre più allarmati quando passano di lì. Allarmati ed esasperati.

E l'esasperazione può portare a compiere gesti potenzialmente pericolosi, come transitare allegramente subito dopo che il semaforo è diventato rosso, saltando le code che si formano, contando sul fatto che dall'altra parte il semaforo è ancora rosso per pochi secondi. Invece, partire quando il semaforo è ancora rosso dalla propria parte è diventata la norma nelle ore notturne per chi attende in coda, una volta che ci si è accorti che è scattato il rosso nell'altra corsia. Il problema è che l'unica cosa che si vede per ora, oltre al semaforo, è la rete che separa l'unica corsia di marcia disponibile per le auto dall'altra corsia, quella interdetta al traffico, e dall'alveo del fiume Magra. Essendo la strada una statale, la competenza è dell'Anas e la domanda, retorica, che tutti gli sventurati pendolari si fanno è la seguente: che cosa ha fatto l'Anas di concreto e tangibile per intervenire sullo smottamento? —

Gianluca Uberti

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