Sceglie il rito abbreviato l’uomo che sparò al casellante
pontremoli. Ammessa la richiesta di rito abbreviato per Antony Lecchini, l’uomo finito in carcere per una tentata rapina al casello di Pontremoli, sul quale pende anche un’accusa di tentato omicidio perché durante il colpo aveva pure sparato contro il dipendente che era nel gabbiotto a riscuotere i pedaggi. la gup Marta Baldasseroni ha accettato la richiesta dell’avvocato di Lecchini, Riccardo Balatri, e il 24 settembre ha fissato la data dell’udienza in aula.
Coimputata nel processo c’è anche l’assistente capo di polizia Francesca Tassi, 41 anni, è indagata per favoreggiomento e rivelazioni di segreti d’ufficio: è accusata di aver aiutato il compagno, Lecchini per l’appunto, in merito alle indagini. Anche per lei la decisione del rito abbreviato.
L’assistente capo, difesa dall’avvocato spezzino Valeria Orlandi - secondo la tesi della pubblica accusa sostenuta dalla pm Alessandra Conforti, lo avrebbe avvisato che gli inquirenti stavano indagando su di lui perché era venuta a conoscenza, grazie al suo lavoro, delle attività effettuate dalla sottosezione della polizia stradale di Pontremoli. In particolare gli avrebbe detto che i colleghi stavano per acquisire le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza che si trova nei pressi della sua abitazione.
Oltre alla tentata rapina al casello (fatta usando un fucile semi automatico Beretta a canne mozze), Lecchini ha acquistato un Mercedes Classe B di dubbia provenienza (e alla guida dell’auto si è recato a un distributore di benzina cercando di rubare i soldi che c’erano nella cassa automatica), ha danneggiato e imbrattato con la schiuma di un estintore una pattuglia della polizia locale di Pontremoli e scippato la borsa a una signora che aveva seguito, la signora Rina. Tutto nel giro di una settimana appena. —
Libero Red Dolce
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